Cyber Security: ospedali i più colpiti nel 2020
Nel 2020, gli attacchi informatici al settore sanitario hanno subito una vera e propria impennata in tutto il mondo. La pandemia di Covid-19 ha reso gli ospedali, le strutture sanitarie e i centri di distribuzione dei vaccini dei bersagli molto appetitosi per i cyber criminali, che non hanno esitato a sfruttare la situazione.
Già messo in ginocchio dal coronavirus, il settore assistenziale si è dunque trovato a dover affrontare anche le minacce provenienti dal mondo digitale. Buona parte dei problemi è derivata dai cosiddetti ransomware (fra i più usati Ryuk e Sodinokibi), grazie ai quali i malintenzionati possono rubare dati sensibili e chiedere ingenti riscatti per la restituzione degli stessi ai legittimi proprietari.
Attacchi informatici al settore sanitario: statistiche preoccupanti
A causa della pressione esercitata dal continuo aumento dei casi di Covid-19 e della necessità di approntare programmi di vaccinazione in tempi rapidi, la sanità mondiale è diventata estremamente vulnerabile.
Una struttura che si ritrova con i computer bloccati in un momento così delicato, è più incline a pagare le esorbitanti cifre chieste dai criminali. Gli hacker sparsi in giro per il mondo se ne sono resi conto velocemente e hanno indirizzato la loro attenzione su tutti i settori correlati alla sanità.
Secondo un recente report, gli attacchi informatici alla sfera assistenziale nel 2020 sono aumentati del 45%. Una dato molto preoccupante che è pari a più al doppio dell’incremento medio registrato negli ambiti industriali (+22% circa). Nel mese di novembre si sono raggiunti i 626 attacchi settimanali, rispetto alla media dei mesi precedenti che si aggirava intorno ai 430.
Le violazioni hanno interessato tutto il mondo e l’Europa Centrale si è conferma la più colpita con un +145% dei casi. In coda sono presenti l’Asia Orientale con un +137%, l’America Latina con un +112%, il resto dell’Europa con un +67% e infine il Nord America con un +37%.
Fra i singoli stati maggiormente colpiti il primato va al Canada, che ha registrato un aumento degli attacchi di oltre il 250%. La Germania è al secondo posto con un +220%, la Spagna al terzo con un +100%, mentre l’Italia riporta un incremento dell’81%.
Le cifre sono davvero impressionanti, ma quello che davvero desta preoccupazione è che gli esperti prevedono un 2021 ancora peggiore. Il trend degli attacchi informatici al settore sanitario sembra infatti destinato a salire, in particolare per quanto concerne la distribuzione dei vaccini (nodo cruciale per la lotta alla pandemia).
Attacchi hacker nel 2021: la sanità non sarà l’unico settore interessato
Oltre ai pericolosi attacchi informatici al settore sanitario previsti per l’anno in corso, i governi mondiali devono prestare molta attenzione anche alle altre infrastrutture dei rispettivi Paesi. Gli esperti di sicurezza informatica puntano il dito soprattutto verso la didattica a distanza e lo smart working.
I continui lockdown e il distanziamento sociale imposti per arginare l’ondata di contagi, hanno obbligato studenti e lavoratori a sfruttare internet per proseguire le proprie attività. Tuttavia, la mancanza di nozioni e misure concrete per garantire la sicurezza informatica dei dispositivi e delle connessioni utilizzate, costituisce un rischio elevato.
Bisogna quindi correre ai ripari, massimizzando la consapevolezza delle persone sui pericoli presenti nel web. Si deve poi scoraggiare l’impiego di piattaforme di terzi e limitare l’utilizzo di dispositivi personali (di solito più vulnerabili) quando si lavora da remoto.
Il 2021 sarà l’anno in cui i cyber attacchi si differenzieranno ulteriormente per tipologia e frequenza, arrivando a causare seri danni a livello digitale e non. Come suggerito dal report, senza le dovute precauzioni, la minaccia informatica può prendere il sopravvento e degenerare velocemente.
