Cambiamento Climatico, l’appello dell’ONU: cambiare rotta entro il 2050
Il problema del cambiamento climatico secondo l’ONU è più concreto e urgente che mai. Il tempo per adottare delle contromisure adeguate tende a scarseggiare e, se le attività umane votate al consumo sfrenato di risorse non cambieranno immediatamente rotta, le conseguenze saranno a dir poco catastrofiche.
Da diversi anni il riscaldamento globale condiziona negativamente il benessere della Terra, ma in precedenza si pensava che i maggiori danni a natura, uomo ed economia si sarebbero verificati alla fine del secolo. Oggi invece si stima che il tutto dovrebbe degenerare entro il 2050, portando figli e nipoti delle attuali generazioni a dover fronteggiare una serie di eventi devastanti.
Un documento sugli impatti irreversibili
Gli scienziati dell’ONU sono al lavoro sulla realizzazione di un documento, che raccoglie una lista di impatti irreversibili causati dal cambiamento climatico (e in particolare proprio dal surriscaldamento del pianeta).
Il paper di 4.000 pagine racchiude previsioni dettagliate su quanto accadrà in futuro, se non si raggiungerà l’obiettivo di mantenere la soglia del riscaldamento globale al di sotto di +1,5 °C (rispetto al periodo preindustriale).
Superare tale valore (fissato nel 2015 con gli accordi di Parigi) avrebbe conseguenze veramente disastrose:
- arrivando a +2 °C, ad esempio, sarebbero 420 milioni le persone che si troverebbero a dover fare i conti con ondate di caldo estremo (e potenzialmente letale);
- aumenterebbero i periodi di siccità anche nelle zone urbane e si esporrebbero oltre 350 milioni di persone alla scarsità d’acqua;
- a causa della perdita di interi raccolti potrebbero verificarsi delle carestie, che porterebbero più di 80 milioni di persone a essere vittime della fame.
Oltre a tutto questo, con il passare del tempo potrebbero poi verificarsi fenomeni quali: dei forti impatti sulla biodiversità di flora e fauna, eventi climatici fuori del comune in grado di mietere un gran numero di vittime e delle crisi economiche globali che non potranno in alcun modo essere arginate.
Le ripercussioni del mancato raggiungimento di tale obiettivo trovano oggi esempi concreti anche in Italia, dove il settore agricolo è fra i più vessati dai problemi climatici, con oltre 14 miliardi di euro andati in fumo negli ultimi 10 anni, a causa di siccità e alluvioni. Se non si interviene subito con fermezza, gli effetti incontrollati del clima impazzito continueranno ad aggravarsi.
Il documento suggerisce che più verrà superata la soglia critica del global warming, più velocemente si verificheranno le eventualità appena descritte. Secondo alcuni ricercatori, è già troppo tardi per adottare contromisure atte a evitarle, ma altri lasciano sperare che si possano quantomeno contenere.
L’appello degli scienziati Onu sul cambiamento climatico
Il rapporto degli scienziati ONU è stato sottoposto ai 195 Paesi delle Nazioni Unite, per essere revisionato e approvato dai governi. Esso verrà pubblicato entro febbraio 2022 e avrà la funzione di aiutare gli Stati membri a organizzare contromisure volte a tenere sotto controllo l’indice delle temperature.
Nel paper si possono trovare ben quattro conclusioni, ma la più significativa è quella che sottolinea come già all’attuale livello di +1,1 °C le conseguenze delle attività umane siano tangibili. Arrivare anche solo a +1,5 °C comporterebbe l’estinzione certa per migliaia di specie animali, come sta accadendo nel caso delle barriere coralline.
L’appello dei ricercatori ONU per affrontare il cambiamento climatico in atto è quello di lavorare tutti insieme. Se si vuole avere la speranza di arginare gli effetti catastrofici previsti, stati, regioni, città e singoli individui devono fare tutti la propria parte. La mentalità comune va quindi reindirizzata, cambiando drasticamente il modo di vivere e consumare dell’intera razza umana.
