I cavi sottomarini agevoleranno la transizione energetica
I cavi sottomarini e sotterranei sono attualmente impiegati per collegare tra loro regioni, stati o addirittura interi continenti. Nonostante gli stessi abbiano (finora) trovato maggiore impiego nelle connessioni relative alla comunicazione (per esempio, con la telefonia e con internet), si sta lavorando affinché diventino il vettore per condividere anche le risorse energetiche.
In un mondo sempre più frenetico e interconnesso, è infatti prioritario adottare fonti rinnovabili, che possano via via soppiantare il massiccio utilizzo di combustibili fossili. Sfida decisamente ardua che, però, grazie a una corretta gestione dell’elettricità (a livello di fornitura e a livello di trasporto), può senza dubbio essere vinta.
La transizione energetica incrementerà la posa dei grandi cavi
Secondo un articolo de ilPost (consultabile qui), la domanda di energia elettrica subirà un drastico incremento quando (nei prossimi anni) i carburanti tradizionali verranno abbandonati in toto. Ciò significa che sarà fondamentale costruire nuove centrali in grado di produrla e infrastrutture di rete che possano trasportarla ovunque serva.
In futuro saranno molto probabilmente l’eolico e il fotovoltaico a guidare la transizione energetica e si stanno già realizzando impianti di nuova generazione adibiti alla produzione di elettricità attraverso fonti rinnovabili. Inoltre, sono addirittura in fase di studio delle isole artificiali e delle soluzioni offshore per sfruttare al massimo la potenza del vento in mare aperto.
A differenza di quanto avviene con il gas naturale, l’energia prodotta in tutti questi validi progetti non può essere stoccata agevolmente e va mantenuta in transito. Per sopperire a questo problema, si è intanto pensato di sviluppare dei grandi centri basati su batterie a idrogeno e capaci di conservare l’elettricità prodotta.
Ciò spiega perché si stiano calando in tutto il mondo altri cavi sottomarini lunghi centinaia e centinaia di chilometri: a farlo per adesso sono principalmente gli stati che si affacciano sui mari dell’Europa settentrionale, ma pure nazioni come l’Italia presto dovranno fare i conti con la necessità di ampliare la propria rete elettrica.
La ragione di questo risiede nel fatto che, anche se le centrali eoliche e fotovoltaiche verranno costruite nel Mezzogiorno (dove tali risorse sono più abbondanti), la produzione industriale resterà maggiormente dislocata a Nord della Penisola e quindi serviranno i cavi stessi per trasferire l’elettricità prodotta.
L’elettrificazione del mondo attraverso i cavi sottomarini
Le complesse questioni annesse alla sostenibilità stanno portando moltissime aziende a ricercare soluzioni green per la propria produzione. L’elettricità prende sempre più piede in svariati settori e i governi offrono agevolazioni sostanziose a chi sceglie di effettuare la transizione energetica (si veda ad esempio l’incremento nelle vendite delle autovetture elettriche).
Esiste però una problematica strettamente correlata all’incertezza sulla produzione di elettricità da fonti rinnovabili: rispetto ai combustibili fossili (che possono essere stoccati e utilizzati in ogni momento), l’energia prodotta dall’eolico o dal sole è più volatile e soggetta ai cambiamenti meteorologici.
Questo implica che si potranno verificare scenari in cui una centrale si troverà a produrre volumi energetici inferiori (in caso ad esempio di attenuazione del vento o di cielo coperto), rischiando di non riuscire a garantire un flusso di energia costante e capace di soddisfare la domanda crescente.
Il fatto che diversi stati siano già alle prese con una massiccia posa di cavi sottomarini per connettere le rispettive reti elettriche a quelle dei paesi confinanti, rientra in un progetto di vera e propria elettrificazione del mondo, volto a scongiurare le eventualità appena descritte.
Una rete globale per il trasporto dell’energia da un lato garantirebbe una copertura totale e dall’altro attenuerebbe drasticamente eventuali fasi di calo. Tutto questo verrebbe fatto conferendo ai grandi cavi un ruolo centrale e pressoché determinante.
