Tecnologia 6G: la soluzione che cambierà le telecomunicazioni
La tecnologia 6G è una soluzione ancora incompleta sotto molti aspetti, caratterizzata tuttavia da enormi potenzialità: essa infatti rappresenta già un progetto ambizioso che, attraverso lo sviluppo di appositi apparecchi e infrastrutture, punta a garantire un adeguato supporto alla rete mobile del futuro.
Nonostante (in questo momento) si tratti di una proposta senza alcun dubbio ancora in fase di definizione teorica, numerosi team di sviluppo stanno lavorando alacremente per ultimarla in tempi brevi, così da consentirle di dare il suo prezioso supporto in un’epoca nella quale mondo reale e mondo digitale si stanno sempre più sovrapponendo.
Ma serve davvero un nuovo standard di rete nell’immediato?
Visto che le prime infrastrutture dedicate al 5G sono state immesse nel mercato solo nel 2019 e dato che questa stessa rete ad alta velocità è talmente giovane da non essere ancora riuscita a coprire le diverse aree dell’intero pianeta, viene spontaneo chiedersi se la tecnologia 6G sia davvero così indispensabile nell’immediato.
La necessità di andare già a sostituire il recentissimo 5th Generation (quando lo stesso ha appena cominciato a prendere piede ed è ancora supportato da uno scarso numero di dispositivi), di fatto sembra derivare da un’improvvisa e inaspettata crescita del volume di dati scambiati sulle reti mobili.
A giocare un ruolo cruciale in tal senso hanno sicuramente contribuito fattori quali, ad esempio:
- il ricorso alle piattaforme di collaboration per agevolare il lavoro da remoto durante i recenti lockdown;
- e il bisogno per gli utenti di intrattenersi attraverso l’utilizzo di streaming video o altre applicazioni su mobile.
Della situazione attuale non è però responsabile soltanto la pandemia, che per lo più si è limitata ad accelerare un cambiamento già percepibile da tempo. La vera spinta della transizione digitale è invece partita quando si è diffuso il cosiddetto “new normal”: un nuovo metodo lavorativo in cui (tra le varie cose) sono anche presenti modelli basati proprio sullo smart working.
Questo stesso insieme di fattori ha dunque portato il continuo aumento di dati generati del quale si è parlato in precedenza e una seria difficoltà da parte del 5G (tecnologia comunque caratterizzata da elevatissime prestazioni) di gestirne il traffico. Problema decisamente non da poco, che vuole per l’appunto essere risolto con il passaggio al 6G, entro e non oltre l’anno 2030.
A che punto è lo sviluppo delle tecnologie per il 6G?
Anche se, come anticipato, la tecnologia per il 6G è ancora in fase di sviluppo (con buona parte delle infrastrutture necessarie a supportarla progettate per ora solo a livello teorico), bisogna sottolineare che la creazione del nuovo standard per le telecomunicazioni mobili non deve necessariamente partire da zero.
Alcune applicazioni già esistenti possono infatti costituire un’ottima base di partenza. Tra queste, ne esistono in particolare tre che, con qualche piccola modifica e alcuni accorgimenti, dovrebbero essere perfettamente in grado di assicurare un discreto background tecnologico per il 6th Generation. Le stesse includono:
- onde millimetriche (che sono perfette per raggiungere i TeraHertz di frequenza e ottenere una larghezza di banda molto più ampia nel canale);
- MIMO potenziato (che, attraverso le microonde, permette l’utilizzo di alcune decine di antenne su una singola apparecchiatura);
- reti “dense” (che abilitano un uso più efficace della larghezza di banda).
Per introdurre la tecnologia 6G servono ancora varie ricerche, pianificazioni strategiche e attenti criteri di implementazione, ma gli esperti sostengono con sicurezza che, attraverso i suddetti spunti, sarà quasi certamente possibile realizzare proposte concrete entro la data stimata.
Un grosso contributo verrà poi dato dall’intelligenza artificiale, la cui integrazione nelle connessioni di rete le consentirà di gestire il traffico in completa autonomia. Essa potrà inoltre smistarlo su altri nodi per evitare congestioni.
Tra le applicazioni che beneficeranno maggiormente di queste proprietà, vanno di sicuro citate le auto a guida autonoma, l’extended reality (XR) e gli ologrammi ad altissima risoluzione (8K e 16K).
