Divieto assoluto per i refrigeranti HFC e HFO
Durante una recente riunione del Parlamento Europeo, è arrivata la proposta di introdurre un divieto assoluto per i refrigeranti HFC e HFO. A farne richiesta esplicita è stato niente di meno che il relatore della commissione per l’ambiente, la salute pubblica e la sicurezza alimentare dell’UE (ENVI), Bas Eickhout.
Le reazioni del settore HVAC sono subito esplose, con i maggiori esponenti industriali che hanno tenuto a precisare sia quanto imposizioni del genere siano irrealistiche per vari motivi, sia come il fatto di inasprire le restrizioni e i divieti sui gas fluorurati possa addirittura compromettere il raggiungimento degli obiettivi codificati nel piano REPowerEU.
Panoramica sugli emendamenti di Eickhout
Nella bozza del documento proposta da Bas Eickhout sono presenti ben 113 emendamenti, incentrati sulla richiesta di divieto per i refrigeranti HFC e HFO. L’eliminazione totale delle suddette sostanze interesserebbe in particolare:
- i piccoli condizionatori d’aria split;
- le pompe di calore split;
- i sistemi con potenza superiore a 200kW (per i quali sarebbero già disponibili alternative meno inquinanti, come l’ammoniaca e la CO2).
Per quanto invece riguarda i sistemi compresi tra 12 e 200kW, le modifiche introdurrebbero limitazioni atte a consentire solo l’uso di refrigeranti con GWP inferiore a 750, a partire dal 1° gennaio 2027 (ma sembra che si potranno fare delle eccezioni nei casi in cui servirà rispettare certi standard di sicurezza).
Per il resto, Eickhout sostiene che, con la recente adozione della norma IEC-60335-2-40 (che aumenta i limiti di carica dei refrigeranti infiammabili), tutti i requisiti per i sistemi split fino a 12kW potranno essere soddisfatti sfruttando il propano.
Le rimostranze dell’HVAC sul divieto dei refrigeranti HFC e HFO
Ciò che ha creato più dissenso tra gli esponenti del settore HVAC sono le tempistiche entro cui le modifiche in questione dovrebbero trovare applicazione: se in una proposta di revisione alternativa della legge sugli F-Gas, si era infatti pensato di ridurre in maniera graduale l’uso di tali sostanze a partire dal 2048, Eickhout ha invece spiegato che la suddetta soluzione non avrebbe un impatto abbastanza incisivo da far raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, come auspicato dalla Commissione Europea. Per tale ragione, il divieto totale sull’uso dei refrigeranti HFC e HFO dovrebbe entrare in vigore già dal 2049.
Quest’ultimo punto in particolare ha accesso gli animi durante la discussione, con gli esponenti dell’industria del freddo che hanno sostenuto fermamente come le proposte di revisione dei gas fluorurati presentino diverse difficoltà di realizzazione e possibili conseguenze negative. Il calendario per l’eliminazione è stato di fatto ritenuto irrealistico dalla maggior parte degli esponenti e in moltissimi hanno dichiarato che tempi troppo frettolosi metterebbero a rischio la sicurezza e l’efficienza delle apparecchiature.
Oltre a ciò, è poi stato detto che per raggiungere l’obiettivo di indipendenza dai combustibili fossili previsto dal piano REPowerEU, sarebbe necessario accelerare l’introduzione massiva delle pompe di calore, non solo nei sistemi di climatizzazione domestica, ma anche in comparti tipo quello del raffreddamento degli impianti industriali, del raffrescamento di uffici e aziende, ecc. Tutti ambiti che, non potendo sostituire da un giorno all’altro i rispettivi sistemi, beneficerebbero però di una transizione graduale.
Fino a quando le pompe di calore non riusciranno a dimostrare una presenza sufficientemente incisiva da rendere inefficienti gli F-Gas, questi ultimi non potranno (soprattutto a parere dei dissidenti) essere eliminati in maniera netta dall’equazione, se non rischiando di causare problemi notevoli. Il confronto tra le parti resta dunque in atto e a breve dovrebbero essere annunciate le effettive revisioni che verranno apportate alla legge sugli idrofluorocarburi. Solo allora sarà possibile comprendere meglio la direzione che l’Unione Europea intende seguire nei prossimi anni.
