Trasformazione digitale sostenibile: la via per un domani migliore
La trasformazione digitale sostenibile è il processo mediante cui imprese, pubbliche amministrazioni e società civile adottano le tecnologie digitali per migliorare aspetti significativi, come l’efficienza e l’innovazione. Tutto ciò viene realizzato integrando al contempo gli obiettivi ambientali, sociali e di governance (ESG).
In altre parole, non si tratta solo di digitalizzare processi e prodotti, ma di farlo in modo responsabile, per supportare una crescita economica tanto resiliente quanto equa e rispettosa del pianeta. Anche se la sfida è senza alcun dubbio complessa e richiede approcci differenti a seconda delle diverse realtà, rimane il percorso più promettente verso un futuro confortevole e green.
Un doppio binario: il digitale e la sostenibilità
L’approccio appena descritto è noto come “twin transition” (doppia transizione) e identifica l’intersezione strategica tra transizione digitale e transizione verde. Le due sfere non sono alternative e risultano mutuamente abilitanti.
Secondo numerosi studi, le tecnologie digitali possono contribuire a ridurre tra il 15% e il 20% delle emissioni globali di CO₂ entro il 2030, se vengono implementate in modo mirato nei settori ad alto impatto (energia, trasporti, industria, edilizia).
Nel contesto attuale (segnato dalle crisi climatiche e geopolitiche), tale affermazione assume ancora più rilevanza, soprattutto se si tiene conto che l’Europa si è posta l’obiettivo di diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050.
La digitalizzazione sostenibile rappresenta di conseguenza una leva essenziale per raggiungere questi target, come sottolineato anche nei programmi del Next Generation EU e del Green Deal europeo.
Oltre a tutto ciò, è poi altresì importante notare quanto le imprese che abbracciano questa doppia transizione siano meglio posizionate per affrontare le sfide future e creare valore a lungo termine.
A tal proposito, l’Italia potrà giocare un ruolo di primo piano se saprà cogliere il potenziale trasformativo delle tecnologie digitali per rendere i suoi settori chiave (manifattura, agrifood, energia) più efficienti e competitivi. Alcuni dati messi in luce affermano che:
- oltre il 77% delle aziende italiane (dato del 2024) considera la sostenibilità una priorità strategica;
- solo il 20% ha però integrato tecnologie digitali per misurare e migliorare le performance ESG;
- il 68% delle imprese ritiene la mancanza di competenze il principale ostacolo alla trasformazione sostenibile.
Le tecnologie utili a realizzare la transizione digitale sostenibile
Una trasformazione digitale sostenibile richiede una solida cultura del dato. Le aziende devono essere in grado di raccogliere, analizzare e interpretare numeri per prendere decisioni informate, che tengano conto degli impatti ambientali e sociali delle rispettive attività. Le tecnologie che possono contribuire significativamente alla raccolta delle suddette informazioni sono:
- IoT (Internet of Things): che permette il monitoraggio in tempo reale di consumi energetici, parametri ambientali e cicli produttivi. Nelle smart city, per esempio, l’IoT consente una gestione più efficiente dell’illuminazione pubblica, del traffico e dei rifiuti;
- Intelligenza Artificiale: che aiuta a ottimizzare processi complessi, prevedere guasti in anticipo (manutenzione predittiva) e migliorare l’uso delle risorse. In agricoltura, può analizzare dati climatici e del suolo per ridurre il consumo di acqua e fertilizzanti;
- Blockchain: adoperata per garantire la tracciabilità delle filiere, promuove la trasparenza e la sostenibilità nei settori agro – alimentare, moda e logistica;
- Cloud Computing: che riduce la dipendenza da infrastrutture IT fisiche, abbassando il consumo energetico. Con il cloud, le aziende possono anche misurare meglio la loro impronta ambientale tramite strumenti di reportistica ESG.
Molte organizzazioni affrontano tuttavia varie sfide legate alla scarsa alfabetizzazione digitale e alla mancanza di competenze specifiche nel campo dell’analisi dei dati. Le ricerche a campione hanno infatti dimostrato che, attualmente, solo un’azienda su quattro dispone delle conoscenze essenziali per abbracciare la transizione green tech.
I report suggeriscono inoltre come la limitatezza della connettività in alcune aree geografiche sia uno dei principali fattori che rendono ancora insufficienti le infrastrutture digitali. Se a questo si aggiunge poi la mancanza di criteri condivisi, atti a valutare l’impatto ambientale delle attività digitali (Misurazione ESG), si può facilmente comprendere quanta strada ci sia ancora da fare prima di raggiungere gli obiettivi europei.
Il ruolo delle politiche pubbliche e vantaggi della sostenibilità
Per rispondere nella maniera corretta alle sfide appena discusse è necessario comprendere come siano le politiche pubbliche a svolgere il ruolo più cruciale nel promuovere la trasformazione digitale sostenibile.
Iniziative tipo incentivi fiscali per l’adozione di tecnologie verdi, programmi di formazione digitale e regolamentazioni che promuovono la trasparenza e la responsabilità, possono facilitare la transizione.
Serve però una collaborazione concreta tra governi, imprese e società civile, per creare un ecosistema favorevole all’innovazione sostenibile. I punti su cui è essenziale lavorare all’unisono possono pertanto essere riassunti come segue:
- leadership aziendale: le imprese devono integrare la sostenibilità nella governance, collegando gli obiettivi ESG alla strategia digitale;
- policy pubbliche: servono incentivi per le PMI, investimenti in formazione e norme che favoriscano l’adozione di tecnologie low carbon;
- educazione e cultura: è fondamentale creare una consapevolezza diffusa sui vantaggi del digitale per la sostenibilità, partendo dalle scuole e dalle università.
La trasformazione digitale sostenibile può trarre numerosi benefici dall’impegno coeso e reciproco, non solo in termini ambientali, ma anche economici e sociali. In Europa, ad esempio, il cosiddetto “green tech digitale“, ha raggiunto una dimensione di mercato superiore ai 300 miliardi di euro e continua a espandersi con ritmi sostenuti, grazie a una crescente domanda di soluzioni innovative, che uniscono efficienza tecnologica e riduzione dell’impatto ambientale.
È poi interessante notare come le aziende che hanno già avviato percorsi di integrazione tra digitale e sostenibilità stiano raccogliendo risultati concreti lato performance. Studi recenti mostrano che tali imprese registrano una redditività superiore del 25% rispetto alla media, per effetto della maggiore efficienza operativa, della capacità di innovazione e della preferenza accordata dai consumatori e dagli investitori a modelli di business più responsabili.
In Italia, questo fenomeno è particolarmente visibile nel panorama delle startup: nel 2023, infatti, oltre il 30% delle nuove imprese innovative ha dichiarato un orientamento specifico verso tecnologie avanzate, con un focus sulla sostenibilità ambientale.
