Interconnessioni elettriche transfrontaliere: la spina dorsale dell’Europa
Le interconnessioni elettriche transfrontaliere rappresentano un elemento cruciale per la sicurezza, l’efficienza dei mercati e la transizione verso un sistema di approvvigionamento sostenibile in Europa.
Il Vecchio Continente sta infatti affrontando una trasformazione energetica profonda, dettata tanto dall’urgenza climatica, quanto dalle dinamiche geopolitiche e dall’obiettivo strategico di ridurre la dipendenza da fonti fossili e importazioni estere.
In tale contesto, le infrastrutture in questione emergono come elementi chiave per garantire la tutela dei rifornimenti, favorendo l’integrazione delle rinnovabili e completando il mercato unico dell’energia.
Cosa sono le interconnessioni elettriche transfrontaliere e perché sono fondamentali?
Quando si parla di interconnessioni elettriche transfrontaliere si fa riferimento, nello specifico, ai collegamenti fisici tra le reti di trasmissione di energia elettrica di due o più Paesi, che permettono il flusso bidirezionale di elettricità.
Possono essere realizzate in corrente alternata (AC) o in corrente continua ad alta tensione (HVDC), quest’ultima preferita per le lunghe distanze o i collegamenti sottomarini, grazie alla sua efficienza nella riduzione delle perdite di trasmissione.
Tali “link” internazionali sono fondamentali per:
- assicurare la sicurezza energetica: in caso di crisi o picchi di domanda, permettono l’importazione o l’esportazione di energia, bilanciando i flussi;
- integrare le fonti rinnovabili: l’elettricità da fotovoltaico o eolico (spesso prodotta in eccesso in certe ore o aree) può essere trasferita a zone in deficit, massimizzandone l’uso;
- creare un mercato florido: consentono una maggiore competizione tra produttori, uniformando i prezzi e migliorando l’efficienza del sistema;
- stabilizzare la rete elettrica europea: grazie a un flusso costante di corrente tra Paesi, si evitano blackout e squilibri di rete.
Il funzionamento generico è piuttosto semplice e prevede l’integrazione delle suddette interconnessioni nei sistemi di trasmissione ad alta tensione. Quando due sistemi elettrici sono sincronizzati (come nel caso della maggior parte dell’Europa continentale), l’interconnessione AC è la soluzione naturale.
Nei casi in cui i sistemi sono asincroni (come quello britannico rispetto a quello dell’Europa continentale), si utilizzano tuttavia cavi HVDC, che includono convertitori AC/DC/AC alle estremità.
Ogni interconnessione è gestita tramite contratti di capacità, aste di allocazione e mercati del bilanciamento. Gli operatori di sistema (TSO) collaborano per definire il flusso ottimale in tempo reale, minimizzando i costi e garantendo la sicurezza.
I principali progetti in Europa e il ruolo dell’Italia
L’Europa ha fissato l’obiettivo di raggiungere un livello di interconnessione elettrica del 15% entro il 2030: ciò significa che ogni Stato membro dovrebbe essere in grado di esportare almeno il 15% della propria capacità installata verso altri Paesi.
Tra i progetti più strategici ci sono:
- Italia-Slovenia (Trasmissione Est-Ovest): rafforza l’integrazione dell’Europa sud-orientale;
- Italia-Austria (Resia): in costruzione, aumenterà notevolmente la capacità disponibile tra i due Paesi;
- NordLink (Germania-Norvegia) e Viking Link (UK-Danimarca): due esempi di connessioni HVDC, che collegano sistemi a forte presenza di rinnovabili idroelettriche o eoliche offshore;
- Interconnettori Francia-Spagna (Baixas-Santa Llogaia) e futuri collegamenti sottomarini attraverso i Pirenei.
L’Italia è in una posizione geografica strategica, poiché funge da ponte tra l’Europa continentale e il Mediterraneo. Essa sta investendo massicciamente in nuove infrastrutture per diventare un hub energetico europeo. La società Terna, TSO italiano, è impegnata in una decina di interconnessioni nuove o potenziamenti, tra cui:
- Interconnessione Tunisia-Italia (Elmed): un cavo sottomarino che porterà energia solare prodotta in Nord Africa;
- Italia-Francia (Piemonte-Savoia): già operativa, attraversa le Alpi con tecnologia avanzata a bassa impedenza;
- Italia-Montenegro: rafforza la resilienza dei Balcani occidentali.
Le sfide da affrontare e gli strumenti messi a disposizione dall’Europa
Al fine di stabilire interconnessioni elettriche transfrontaliere, è necessario affrontare diverse sfide. Tra le principali rientrano i lunghi tempi autorizzativi e la complessità burocratica (la realizzazione di un’infrastruttura, infatti, può richiedere anche dieci anni, a causa di iter complicati e opposizioni a livello locale).
A ciò si aggiunge la questione dell’accettazione da parte delle comunità, spesso riluttanti quando i tracciati attraversano aree protette o densamente popolate, per via dell’impatto ambientale e paesaggistico.
Sul piano economico, poi, i costi sono molto elevati, con investimenti che raggiungono miliardi di euro per ciascun progetto, spesso sostenuti congiuntamente da operatori pubblici, gestori di rete e fondi europei.
Infine, l’utilizzo crescente di tecnologie digitali e intelligenti, da un lato migliora senza alcun dubbio l’efficienza, ma dall’altro espone le reti a rischi crescenti legati in primis alla sicurezza informatica.
Conscia delle effettive problematiche appena descritte, l’UE ha istituito diversi meccanismi per sostenere le interconnessioni e facilitarne la realizzazione. Qui di seguito sono riportati i più interessanti:
- TEN-E (reti transeuropee per l’energia): seleziona Progetti di Interesse Comune (PCI), che beneficiano di procedure accelerate e fondi europei;
- Connecting Europe Facility (CEF): fondo per lo sviluppo delle infrastrutture transfrontaliere;
- Regolamento sul Mercato dell’Energia Elettrica: promuove la cooperazione transnazionale e l’allocazione efficiente della capacità.
Il coordinamento tra gli operatori nazionali di trasmissione è affidato invece a ENTSO-E, organismo europeo che pianifica scenari energetici futuri, simula l’affidabilità della rete e sviluppa piani decennali di investimento (TYNDP). Ogni interconnessione è inserita in un’architettura condivisa, per evitare duplicazioni e assicurare massima efficienza.
Interconnessioni, Green Deal europeo e futuri sviluppi
È interessante osservare che le interconnessioni elettriche transfrontaliere sono centrali nel Green Deal europeo. Per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, sarà necessario elettrificare molti settori (tra i più significativi spiccano, ad esempio, mobilità e industria) e aumentare drasticamente la quota di elettricità verde. Ciò renderà ancora più cruciale avere una rete elettrica europea flessibile, integrata e intelligente.
E sarà proprio l’integrazione con reti smart e digitali a giocare un ruolo fondamentale, poiché in tali iterazioni le interconnessioni, non solo trasportano energia, ma anche dati. Algoritmi di intelligenza artificiale, sensori e sistemi predittivi permetteranno di ottimizzare i flussi, prevedere i picchi e integrare milioni di prosumer.
Da tutto ciò risulta pertanto chiaro come la cooperazione sarà essenziale per il successo del progetto. Solo una governance condivisa tra Stati membri potrà garantire che la rete europea sia resiliente, equa e orientata alla sostenibilità.
