Divieti in ufficio: cosa non vietare per non diminuire la produttività
Anche se mettere dei divieti in ufficio è spesso inevitabile e necessario, quando le restrizioni sono eccessive si rischia di ottenere risultati dannosi per l’azienda. E’ un po’ come vietare la cioccolata a un bambino mediamente goloso: nonostante i dolci non siano il suo primo pensiero della giornata, appena gli vengono tolti li vuole con maggiore insistenza e frequenza.
Nei forum come anche tra i racconti di molti dipendenti se ne sentono davvero di tutti i colori. C’è chi non può alzarsi dalla scrivania se non per andare al bagno, chi rischia il licenziamento perché si permette di dare del tu a un superiore, chi ha l’obbligo di lasciare aperta la porta del proprio ufficio e addirittura chi può bere il caffè solo la mattina.
Imposizioni troppo restrittive sono all’ordine del giorno, soprattutto in alcuni ambienti di lavoro. Gli stessi ambienti dove, però, gli impiegati soffrono delle pressioni subite al punto da risentirsi, chiudersi e abbassare i livelli di rendimento. Come evitare tutto questo? Ecco 3 divieti che in ufficio dovrebbero essere meno categorici!
1- Rispettare gli orari ed essere puntuali
Certo la puntualità soprattutto nel contesto professionale è una caratteristica importante, ma alcune valide risorse possono tranquillamente essere dei ritardatari patentati. Cosa fare se il lavoratore porta risultati, però non riesce a timbrare il cartellino entro gli orari standard? Se questo compensa uscendo dalla sede più tardi degli altri e se i suoi orari non causano alcun danno all’attività, bisogna lasciarlo un po’ più libero.
2- Vestirsi sempre in maniera impeccabile
Se in azienda c’è l’imposizione di indossare sempre giacca e cravatta, qualcuno può essere contrariato. E’ vero che l’immagine dell’impresa si trasmette anche con l’atteggiamento e il vestiario dei dipendenti, ma è anche altrettanto vero che quando non ci sono appuntamenti o riunioni con persone importanti, si possono tranquillamente indossare abiti più comodi (polo, maglioncini e scarpe casual).
3- Essere sempre seduti alla postazione
Anche se l’ambito del lavoro è diventato più flessibile e dinamico, sono ancora molti i titolari d’azienda che considerano attivi e produttivi solo i dipendenti sempre seduti alle proprie postazioni. Questi professionisti però non considerano il fatto che ormai i lavoratori possono anche svolgere le mansioni per cui vengono pagati dal parco, dal treno, da casa e, più in generale, da qualunque contesto consenta loro di eseguire gli incarichi entro i tempi concordati.
