Tecnologia e lavoro: quanto fa perdere un computer vecchio?
La tecnologia obsoleta quanto incide sulla perdita di tempo a lavoro? I risultati di recenti sondaggi dimostrano che i dispositivi lenti e datati, oltre a essere ancora oggi una costante per molte aziende italiane e non, rappresentano anche una delle principali cause di stress per i dipendenti e collaboratori costretti a utilizzarli: macchine infernali che rallentano la produttività, riducono le performance e generano un indiscutibile spreco di tempo e denaro.
Che si tratti di PC desktop o portatili, di stampanti, di componenti software o di qualsiasi altro strumento caratterizzato da tecnologia sorpassata, i lavoratori che li adoperano perdono mediamente 19 giorni l’anno per sistemare malfunzionamenti di genere vario. Ma non è tutto: dato che molti professionisti hanno uno scarso livello di alfabetizzazione informatica, i colleghi sono costretti a dedicare loro in media 13 minuti al giorno per aiutarli.
Il supporto può essere fornito sia per l’utilizzo dell’hardware, sia anche per l’utilizzo di programmi apparentemente basilari come Word e Power Point. Pensandoci bene una situazione del genere non dovrebbe comunque stupire affatto, visto che in America, per esempio, le risorse impiegate al Pentagono adoperano ancora computer degli anni Settanta a floppy disk, le cui tecnologie sono considerate a tutti gli effetti come assolutamente retrograde.
Per quanto riguarda l’Italia, invece, allo stato attuale dei fatti quasi il 60% delle imprese non riesce a seguire le evoluzioni della digitalizzazione. Un’indagine pubblicata da Fujitsu spiega che tale tendenza dipende in primis da una questione di priorità: solo per il 17% di queste aziende, infatti, l’aggiornamento tecnologico rappresenta una clausola fondamentale, mentre per la restante parte contano di più argomenti legati all’aspetto economico-finanziario.
Ma attenzione, perché la tendenza causata dalla tecnologia obsoleta che incide sulla perdita di tempo a lavoro inizia a generare necessità differenti. Per il Cedefop, infatti, entro il 2025 assisteremo a una crescita nella richiesta di lavoratori altamente e mediamente qualificati in ambiti tecnologici. Quando questo succederà non sarà più sufficiente sapersi barcamenare alla meno peggio con software di utilizzo comune, ma bisognerà dimostrare competenze ben più specifiche.
E per riuscire in ciò sarà doveroso aggiornarsi e imparare continuamente cose nuove per restare al passo con le richieste del mercato.
