Il tuo lavoro è essenziale o verrai sostituito?
Come capire se il lavoro svolto è essenziale per l’azienda o se dall’oggi al domani si può essere sostituiti senza problemi ad esempio dalle macchine? Per rispondere a tale domanda ci affidiamo a due designer e sviluppatori che hanno realizzato una sorta di vero e proprio motore di ricerca capace di valutare se in futuro un robot potrà svolgere le mansioni di una determinata figura professionale piuttosto che di un’altra.
Questa la (inquietante) tematica trattata durante il Wired Next Fest 2017, da cui però è emerso che le macchine al massimo potranno dare maggiore supporto alle persone, ma non avranno il potere di sostituirle del tutto, a meno che non si tratti di mansioni ripetitive (nel qual caso gli automatismi saranno già più possibili e probabili). Dunque quali sono le caratteristiche del nuovo sistema capace di individuare i lavori a rischio?
“I robot prenderanno il mio lavoro?” è una piattaforma ideata e realizzata da Dimitar Raykov e Mubashar Iqbal, grazie alla quale inserendo una determinata mansione si capisce se la stessa in futuro potrà essere svolta da un robot. Stando alle prime prove figure creative come quelle del giornalista, del coreografo e dell’artista dovrebbero poter stare tranquille, mentre figure come gli assistenti al parcheggio sembrerebbero maggiormente sostituibili.
La particolarità più interessante della piattaforma consiste nel fatto che ad ogni singola professione sono associati dati aggiuntivi come le probabilità di rischio, il numero di occupati in un determinato settore, lo stipendio medio degli stessi e una stima indicativa sulla crescita del comparto entro l’anno 2024. Da precisare però che (per adesso) tali informazioni riguardano in primis il mercato statunitense.
Anche se non ancora completamente affidabile e circoscritto agli USA, il motore di ricerca per capire in quale lavoro è essenziale l’intervento umano e in quale invece si può essere sostituiti, fornisce un valido supporto per tutte quelle persone che temono il licenziamento. Certo scoprire di non risultare strettamente necessari per la propria azienda è sicuramente spiacevole, ma almeno ci si può organizzare per tempo trovando un’altra professione.
Per maggiori informazioni sul motore di ricerca realizzato da Dimitar Raykov e Mubashar Iqbal, è possibile leggere i risultati dell’indagine “Il futuro dell’occupazione: Quanto sono passibili di essere informatizzati i posti di lavoro?” pubblicata nel 2013.
