Il sonno e il riscaldamento globale
La qualità del sonno con il riscaldamento globale si ridurrà progressivamente nel tempo: questo il risultato di un ampio studio condotto dall’Università di Harvard, che spiega chiaramente come entro la metà del secolo in corso l’insonnia dovuta alle alte temperature rappresenterà un problema due volte più diffuso rispetto a oggi.
Esso non riguarda però soltanto il nostro futuro, perché tra il 2002 e il 2011 i ricercatori hanno fatto un sondaggio a oltre 750 mila soggetti americani (ai quali si domandava quante notti non avessero dormito bene), da cui è emerso che in nove anni il sonno inadeguato è sconvolgentemente cresciuto di tre notti al mese ogni 100 persone.
Le cause di ciò possono essere riassunte nei due punti riportati di seguito:
- se da un lato le temperature dell’intero pianeta sono salite mediamente di un grado rispetto al periodo pre-industriale;
- le temperature notturne hanno la tendenza a crescere in modo più rapido rispetto a quelle diurne.
Il vero disagio è che (indicativamente) nel 2050 le notti insonni diventeranno addirittura 6 in più al mese ogni 100 individui, rendendo le cose ancora più difficili a tutti quei nuclei familiari impossibilitati (per problemi economici) a munirsi dell’aria condizionata o di altri sistemi atti al raffreddamento degli ambienti.
Per meglio comprendere l’entità della situazione, va sicuramente anche detto che tutto ciò può solo portare ad un peggioramento progressivo delle prestazioni e della salute degli esseri umani: chi non dorme a sufficienza, oltre a risultare poco lucido di giorno e a essere meno incisivo sul lavoro, rischia con maggiore facilità di incorrere in malesseri e malattie.
Gli stati depressivi, il diabete o le patologie cardiovascolari rappresentano solo alcuni tra i tanti disturbi ai quali si può andare incontro in carenza di sonno. Oltre a compromettere l’incolumità di corpo e mente, il fatto di non dormire a sufficienza peggiora poi anche i rapporti tra le persone (soggetti poco lucidi agiscono con più irruenza).
Queste le principali conseguenze generate dalla mancanza di sonno per colpa del riscaldamento globale: conseguenze che possono essere quanto meno posticipate nel tempo, prestando maggiore attenzione al benessere del pianeta ed evitando il più possibile qualsiasi genere di spreco (energetico, alimentare, idrico, ecc.).
