Riscaldamento globale: i rapporti del CSSR
Il riscaldamento globale e la situazione climatica del territorio statunitense sono tutti fattori monitorati con grande attenzione da molti esperti del settore, che ogni quattro anni producono per conto dell’agenzia governativa U.S. global change research program (USGCRP) il Climate science special report (CSSR): uno dei rapporti più ricchi di informazioni, dove sono documentati tutti i cambiamenti in atto.
Nonostante U.S. Environmental Protection Agency e molte altre strutture similari continuino a negare con insistenza gli effetti del global warming, il CSSR spiega con esattezza quanto tale fenomeno sia reale e quali effetti lo stesso porti all’intero pianeta: effetti che (stando alle previsioni) non potranno che peggiorare con il trascorrere degli anni, causando in primis problematiche dal punto di vista ambientale e alimentare.
Secondo il Climate science special report, infatti, la condizione degli Stati Uniti d’America è uguale in tutto e per tutto a quella delle altre Nazioni sparse in giro per il mondo. Inoltre, allo stato attuale dei fatti, il territorio dimostra già chiaramente di subire le prime inequivocabili conseguenze del riscaldamento globale. Ma qual è la causa principale della situazione descritta e chi deve prendersi le maggiori responsabilità?
A detta degli studiosi, i cambiamenti climatici degli ultimi decenni derivano soprattutto dall’intervento umano e da molte attività a esso collegate. La più importante è di sicuro l’emissione di gas serra, che sta progressivamente portando delle trasformazioni sempre più significative alle temperature globali (dato testimoniato dai rapporti dell’USGCRP, dove si vede un netto peggioramento tra gli ultimi due report).
Il global warming ha generato fenomeni pericolosi quali, ad esempio, il drastico aumento delle temperature in zone fredde tipo l’Alaska, ma anche l’arrivo di forti e improvvise ondate di calore, l’incremento di frequenza e potenza degli uragani, la riduzione del numero delle notti fredde (soprattutto negli ultimi 60 anni) e la diffusione di lunghi periodi di siccità che mettono in ginocchio l’agricoltura di tantissimi Paesi.
Ma le conseguenze non sono solo quelle elencate, perché si stanno a mano a mano verificando anche cose come l’innalzamento dei livelli dei mari, l’acidificazione degli oceani e altre cose similari che, oltre a peggiorare ulteriormente la situazione attuale, potrebbero anche generare un ulteriore aumento del riscaldamento globale. Tuttavia, il vero problema in tutto questo è che (per adesso) tali dati non sono considerati né dal presidente degli USA né dalla USEPA.
