Metropolitane e scambio termico
Quando si parla di metro e scambio termico, non si può che pensare al riutilizzo del calore generato nei tunnel sotterranei per essere trasferito agli impianti dei palazzi adiacenti: una pratica incentrata sulla sostenibilità, che ha il potere di ridurre sia i consumi energetici che le emissioni nocive.
Procedura già sfruttata in Nazioni come Svizzera, Francia, Gran Bretagna, Russia e Austria, che sta entrando anche in Italia, grazie al progetto Enertun. Torino è il primo centro di diffusione e l’esperimento punta il tutto per tutto su una metropolitana geotermica, che collega le gallerie della linea 1 (stazioni tra Porta Nuova e Lingotto).
Per concretizzare l’idea, gli ingegneri Alice Di Donna e Marco Barla hanno eseguito l’attivazione termica del rivestimento dei tunnel per beneficiare dell’inerzia termica del sottosuolo. Lo scopo era far diventare il calcestruzzo armato uno scambiatore, con all’interno dei tubi con fluido, capace di prelevare-introdurre calore da distribuire nei palazzi adiacenti.
Se nei dieci metri della metropolitana sono presenti 14,4 gradi, il rivestimento della stessa è formato da sette conci prefabbricati per ciascun anello. Durante l’inverno tra le due superfici avviene uno scambio che genera calore per le abitazioni. Durante l’estate, invece, il processo si inverte, perché la temperatura sotterranea è minore di quella in superficie.
Secondo recenti stime, sembra che il progetto riesca a scambiare 53 W/m2 d’inverno e 74 W/m2 d’estate. Quantità ideali per soddisfare un fabbisogno termico pari a circa 2822 kW sotto forma di riscaldamento e 3756 kW sotto forma di raffreddamento. Certo non si parla delle performance garantite dai tradizionali scambiatori, ma i risultati sono comunque soddisfacenti.
A livello di costi, gli esperti rassicurano sul fatto che la scelta è andata su impianti assolutamente convenienti: la loro incidenza è infatti pari a meno dell’1% rispetto alla spesa totale dell’intera struttura. Ciò che è da capire è se l’esempio di Torino verrà seguito anche da altre città italiane, ma questo è ancora tutto da vedere.
Unire la metro allo scambio termico è sicuramente un’idea capace di abbassare drasticamente le emissioni dannose. L’augurio è quindi quello che con il passare del tempo sempre più progetti simili possano trovare concretizzazione in Italia, ma anche nel resto del mondo.
