Riscaldamento globale: come il clima cambia l’alimentazione
Come incide l’alzamento delle temperature sull’alimentazione? Secondo 70 ricerche condotte negli anni scorsi, i cambiamenti climatici che stanno avvenendo a livello globale porteranno molto probabilmente una crisi alimentare diffusa in tutto il pianeta Terra: una crisi di enorme portata che andrà a colpire indistintamente qualsiasi popolazione.
Se la Nasa sostiene che luglio 2017 è stato il luglio più caldo mai registrato dal 1880 (anno in cui si sono rilevate per la prima volta le temperature in modo scientifico), una ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences spiega quanto i cambiamenti climatici incideranno su colture indispensabili come grano, mais e riso.
Questo stesso studio (fatto per dare una panoramica sui risultati delle 70 ricerche citate in precedenza) ha come obiettivo principale quello di analizzare il rapporto presente tra l’ambito agricolo e il riscaldamento globale. Un rapporto sempre più complicato, che ormai da tempo preoccupa gli esperti di tutto il mondo.
Le ricerche hanno affrontato i temi più svariati, partendo dalle statistiche sulla resa delle colture e arrivando alla simulazione del sistema tramite cui le stesse reagiscono ai cambiamenti di temperatura dal punto di vista locale-globale. Tra le varie cose sono stati anche fatti degli esperimenti utilizzando strumenti per il riscaldamento artificiale.
Da tutti questi studi è emerso sia che temperature e alimentazione sono strettamente correlate, sia che più aumenta il calore e più si abbassa il rendimento dei cereali: in merito a ciò si è infatti capito che ad ogni aumento di un grado celsius della temperatura media mondiale corrisponde una diminuzione della resa del grano pari al 6%.
Sempre considerando il medesimo aumento delle temperature, la produzione del mais diminuisce del 7,4%, mentre la produzione del riso diminuisce del 3,2%. Per quanto riguarda un legume come la soia, invece, la riduzione alle stesse condizioni scende al 3,1% e ciò trasforma questo prodotto in uno dei meno influenzabili dal clima.
Dato che grano, mais, riso e soia coprono i 2/3 del fabbisogno calorico mondiale, i ricercatori si augurano da un lato che si faccia tutto il possibile per contrastare l’aumento delle temperature e dall’altro che vengano adottate delle misure preventive per soddisfare a pieno le necessità alimentari dell’intero pianeta.
