Social, tech e natura: le coltivazioni web
L’ambiente naturale si interseca con quello virtuale dando origine a delle coltivazioni digitali, che permettono ai consumatori di creare il proprio orticello nel web, facendolo gestire ad agricoltori veri e ricevendo i prodotti desiderati come se fossero fatti in casa propria.
Tutto questo è reso possibile grazie a ortomanager.it, la piattaforma online che consente a chiunque di eseguire digitalmente tutti gli step necessari per passare dalla semina al raccolto. Se i prodotti vengono recapitati sotto forma di conserve, i benefici di tale sistema si traducono:
- nell’eliminazione della merce non venduta;
- e nella drastica riduzione dei prezzi (perché non serve più alcun intermediario).
Creatori del portale sono il consulente marketing Vincenzo Dell’Olio e l’imprenditore agricolo Antonio Turchiarelli, che spiegano come il loro progetto sia nato ispirandosi a Farmville con l‘obiettivo di valorizzare il ruolo degli agricoltori garantendo prodotti tipici della tradizione nostrana.
Restando in tema di “tecnologia agricola” dobbiamo poi citare Grow the Planet: progetto nato in H-Farm, che rappresenta una sorta di Social Network, dove è possibile coltivare nell’ambiente virtuale un orto vero, scambiando con gli altri iscritti consigli, sementi, assaggi e informazioni.
Ma non è tutto: grazie al sistema in questione, gli utenti risolvono problemi veri legati alle coltivazioni, utilizzando il supporto di esperti, libri e articoli. Inoltre, qui è anche possibile aiutare i bambini a conoscere la natura, facendoli interagire con i coetanei di altre regioni.
Oltre ai sistemi appena citati, il web si unisce all’agricoltura con Coltiverra: un sito disponibile anche nella versione app, che consente di produrre prodotti di stagione sfruttando la tecnologia e poche semplici conoscenze personali.
Duplice scopo del progetto è certamente quello di rendere partecipi gli utenti nelle fasi dalla coltivazione alla raccolta, dando maggiori possibilità a Favella: un’azienda che da quasi un secolo produce beni alimentari di prima scelta, rispettando la natura.
Ultimo ma non per importanza è il caso di leverduredelmioorto.it: un progetto avviato dai proprietari di una realtà risicola nei pressi di Vercelli, che hanno scelto di sperimentare la cosiddetta coltivazione orticola a consumo diretto.
La procedura è molto semplice. I coltivatori a distanza possono affittare un appezzamento di terra per un costo che varia dagli 850 euro ai 2050 euro annui. Qui l’affittuario, oltre a coltivare i prodotti di suo interesse, può anche seguire tutte le fasi di crescita degli stessi.
Come è evidente da quanto detto finora, il legame tra ambiente naturale e digitale diventa sempre più forte, modificando le abitudini della società (consumatori e produttori in primis), ma anche riducendo il divario tra passato, presente e futuro.
Non è più necessario disporre di un terreno e sporcarsi di terra per avere la propria produzione agricola. In aggiunta a tutto ciò, non è neanche più necessario avere delle competenze estremamente specifiche in ambito agricolo.
Ciò che serve è solo l’interesse per le coltivazioni e la capacità di utilizzare il web e la tecnologia. A tutto il resto pensano gli esperti di piattaforme, siti e app di settore, il cui obiettivo primario sembra proprio essere quello di voler valorizzare il Made in Italy, restituendo dignità agli agricoltori.
Gli stessi agricoltori che per troppo tempo sono stati costretti a svendersi e a ridurre i propri guadagni, soprattutto a causa di una concorrenza estera in grado di proporre prezzi decisamente ribassati rispetto ai nostri. E la cosa migliore è che con questo meccanismo il consumatore finale può anche risparmiare.
