Come la fantascienza ha plasmato la scienza
La fantascienza può influenzare la scienza? La risposta è sì. Molti fisici ed astronomi sembrano credere a un legame tra fantascienza e realtà, e diversi scienziati hanno ammesso che il loro interesse verso la scienza è stato inspirato dai libri di Jules Verne e da serie tv come Flash Gordon e Star Trek.
Il fatto che la prima navicella della Nasa sia stata battezzata Enterprise non è forse un’altra dimostrazione di come la fantascienza plasma la scienza?
Nel 2011 inoltre è stata annunciata una collaborazione formale tra il Goddard Space Flight Center della NASA e uno scrittore di fantascienza. Partnership che ha poi portato alla pubblicazione di Pillar to the Sky di William R. Forstchen
Il fisico teorico Michio Kaku ha invece trattato la questione della fantascienza possibile con un libro intitolato Fisica dell’impossibile. Un’esplorazione scientifica nel mondo dei phaser, dei campi di forza, del teletrasporto e dei viaggi nel tempo.
Testo che può essere considerato un mezzo per introdurre concetti di fisica attraverso lezioni che esaminano il potenziale scientifico delle tecnologie che troviamo in libri e film di fantasia. Insomma un ponte tra fantascienza e realtà. Kaku ha poi dichiarato che come fisico ha “imparato che spesso ‘impossibile’ è un termine relativo”.
Ma come fare affinché i ragazzi siano più interessati alla scienza, all’ingegneria e alla tecnologia? Sembra una domanda da un milione di dollari visto che ci sono migliaia di esperti di formazione che continuano a dire la loro su quale sia il metodo giusto per indurre i nostri figli alla scoperta di queste materie.
Perché allora non fare un passo indietro e spingersi oltre i rigidi confini della pedagogia più pedante alimentando l’immaginazione dei bambini come ha fatto Flash Gordon 60 anni fa?
Dobbiamo rilevare infatti che alcune delle attività educative STEM più popolari stimolano le capacità creative e di problem-solving dei bambini attraverso delle sfide. Ne sono un esempio FIRST Lego e VEX Robotics.
Ed è proprio nel rispetto di questo approccio che nel 2014 l’USA Science and Engineering Festival ha proposto un video contest che invitava gli studenti a pensare alla scienza in modo nuovo. La sfida consisteva nel ricercare dei fondamenti scientifici in tecnologie e gadget di fantascienza.
