Ibernazione: possibilità concreta o fantascienza?
L’ibernazione è realtà o fantascienza? Domanda a cui tutti cercano di dare risposta, soprattutto dopo che in Inghilterra un’adolescente malata è stata ibernata nella speranza di trovare in futuro delle cure capaci di guarirla: pratica voluta dalla madre e osteggiata dal padre, che ha trovato il consenso dell’Alta Corte di Londra.
Prima di capire se l’ibernazione è possibile, dobbiamo sapere con esattezza in che cosa consiste. Definita anche criogenesi, essa rappresenta una tecnica basata sull’ipotesi di riuscire a conservare nel tempo i corpi viventi grazie a temperature estremamente basse: l’obiettivo è quello di rallentare le funzioni vitali, mantenendole intatte negli anni.
L’intera procedura è piuttosto semplice e dura da due a quindici minuti. Subito dopo la morte, la testa del cadavere viene portata a una temperatura di -96° C, il sangue viene drenato e si effettua un’iniezione per impedire la formazione di coaguli. Dopodiché vengono iniettati dei crioprotettori, la temperatura si porta a -196° C e il corpo viene immerso nell’azoto liquido.
Chi si chiede se l’ibernazione è realtà o fantascienza deve comunque considerare almeno due questioni: la prima è che il funzionamento di tale pratica non è garantito (basti pensare che il solo scongelamento di cuore e reni causa diversi danni a tali organi. Figuriamoci cosa potrebbe provocare l’eventuale scongelamento di tutto il corpo).
In secondo luogo, stiamo pur sempre parlando di una tecnica piuttosto cara, i cui costi sono mediamente inclusi tra i 150 e i 200 mila euro. I prezzi scendono a circa 80 mila euro se, per esempio, si decide di ibernare solo la testa, ma negli USA si contano appena 250 persone che hanno speso cifre simili per procedere con il trattamento (in Italia, per adesso, sono meno di 10).
Secondo il docente universitario Roberto Amici, è poi assolutamente doveroso distinguere l’ibernazione dalla crioconservazione: nell’ibernazione un corpo vivo si porta a temperature vicine agli 0° C che ne consentono il risveglio, mentre nella crioconservazione si pretende di congelare e scongelare un cadavere per farlo resuscitare.
Forse un giorno troveremo il sistema per riuscire anche in questo, ma oggi come oggi l’umanità non è sicuramente pronta a gestire una pratica dagli scenari così macabri e inquietanti!
