Iperammortamento 2026: guida completa alla nuova agevolazione
L’iperammortamento 2026 rappresenta una delle più importanti misure fiscali introdotte a favore delle imprese italiane negli ultimi anni. Con la nuova Legge di Bilancio viene infatti reintrodotto un meccanismo di maggiorazione del costo dei beni strumentali, che sostituisce in modo definitivo i precedenti crediti di imposta per la Transizione 4.0 e 5.0, segnando un cambio di paradigma nella politica di incentivazione degli investimenti tecnologici.
Tale misura nasce con un obiettivo chiaro e preciso: accelerare la trasformazione digitale delle imprese, così da poter favorire gli investimenti strutturali in beni materiali e immateriali ad alto contenuto innovativo. Tra i grandi protagonisti della manovra in questione tornano finalmente anche i software 4.0, che riacquistano un ruolo centrale dopo l’esclusione temporanea dagli incentivi del 2025.
Cos’è l’iperammortamento 2026
Lato tecnico, l’iperammortamento 2026 consente alle imprese di incrementare a livello fiscale il valore del bene acquistato, soltanto ai fini del calcolo delle quote di ammortamento o dei canoni di leasing. Questo significa che, pur sostenendo un determinato costo reale, l’azienda può dedurre un importo maggiore, ottenendo un risparmio fiscale significativo nel tempo.
A differenza del credito di imposta, che genera un beneficio immediato e diretto in compensazione, la suddetta soluzione finanziaria produce un vantaggio progressivo, distribuito lungo la vita utile del bene. Tale caratteristica rende l’incentivo molto adatto a investimenti di medio-lungo periodo, come quelli in software industriali complessi, piattaforme digitali e sistemi di gestione avanzati.
L’iperammortamento 2026 si applica di fatto agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e riguarda beni nuovi, materiali e immateriali, purché interconnessi ai sistemi aziendali.
Possono beneficiare di tale misura tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, senza distinzioni legate alla forma giuridica o alla dimensione aziendale. La misura è quindi accessibile sia alle PMI sia alle grandi imprese, a condizione che vengano rispettati alcuni requisiti di base.
In particolare, l’impresa deve essere in regola con la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con gli obblighi contributivi e previdenziali. Inoltre, i beni agevolati devono essere destinati a strutture produttive situate nel territorio italiano e vanno utilizzati nell’ambito dell’attività di impresa.
Uno degli elementi di maggiore attrattività dell’iperammortamento 2026 è rappresentato dalle alte percentuali di maggiorazione del costo, che rendono l’incentivo particolarmente vantaggioso dal punto di vista fiscale. La maggiorazione varia in funzione dell’ammontare complessivo degli investimenti effettuati:
- per investimenti fino a 2,5 milioni di euro è prevista una maggiorazione del 180%;
- per la quota eccedente i 2,5 milioni di euro e fino ai 10 milioni di euro la maggiorazione è del 100%;
- per la parte compresa tra 10 e 20 milioni di euro la maggiorazione scende al 50%.
Questi valori si traducono in un beneficio fiscale potenziale molto elevato, soprattutto per le imprese soggette a IRES, che possono ridurre sensibilmente il carico fiscale complessivo nel corso degli anni.
Il ruolo centrale dei software nell’iperammortamento 2026
Uno degli aspetti più innovativi dell’iperammortamento 2026 è il pieno riconoscimento del valore strategico dei software nel percorso di trasformazione digitale delle imprese. Essi non sono più considerati semplici strumenti di supporto, ma veri e propri abilitatori dei processi produttivi, al pari dei macchinari fisici.
Grazie alla manovra, tornano pertanto agevolabili i software che consentono di raccogliere, elaborare e utilizzare i dati provenienti dai sistemi produttivi, migliorando l’efficienza, la qualità e la sostenibilità delle attività aziendali. In particolare si fa riferimento a soluzioni che operano direttamente sui processi industriali e decisionali dell’impresa.
Tra le principali categorie di programmi agevolabili rientrano, ad esempio:
- sistemi per la gestione e il coordinamento della produzione, come MES, SCADA e CMMS;
- piattaforme per l’analisi dei dati industriali, big data e industrial analytics;
- software di intelligenza artificiale e machine learning applicati alla produzione;
- soluzioni per la manutenzione predittiva e il monitoraggio delle macchine;
- piattaforme di Digital Twin e simulazione dei processi;
- software per la gestione energetica, l’efficienza e la sostenibilità;
- applicazioni di cybersecurity industriale e protezione dei dati;
- strumenti di realtà aumentata, virtuale o mista per supporto operativo e formazione.
L’elemento chiave non è tanto la natura “informatica” degli algoritmi, quanto il loro ruolo attivo nei processi aziendali.
I vantaggi dell’iperammortamento 2026 per gli investimenti software
Dal punto di vista economico, l’iperammortamento 2026 consente di abbattere in modo significativo il costo effettivo degli investimenti software, rendendo più sostenibili progetti di digitalizzazione complessi e articolati. I principali vantaggi possono essere sintetizzati nei seguenti punti chiave:
- riduzione delle imposte grazie alla deduzione di un valore maggiorato;
- miglioramento del cash flow nel medio-lungo periodo;
- maggiore convenienza nel realizzare progetti software strategici;
- possibilità di pianificare investimenti pluriennali con più certezza fiscale.
I medesimi benefici rendono la manovra uno strumento particolarmente adatto alle imprese che intendono investire in programmi evoluti e soluzioni digitali integrate. Tuttavia, tra i requisiti fondamentali per identificare se un software sia eleggibile per godere degli incentivi descritti rientra il fatto che lo stesso sia interconnesso al sistema informativo aziendale o alla rete di fornitura.
L’interconnessione implica che il suddetto sappia scambiare dati in modo automatico, integrarsi con altri sistemi IT e OT e contribuire concretamente alla gestione dei processi produttivi o decisionali. Non è quindi sufficiente un utilizzo isolato o puramente amministrativo.
Cumulabilità dell’iperammortamento 2026 con altri incentivi
Un ulteriore vantaggio dell’iperammortamento 2026 è la cumulabilità con altre agevolazioni (sia nazionali sia europee), purché non venga superato il costo complessivo dell’investimento e non si finanzi la stessa quota di spesa due volte. Questa caratteristica consente alle imprese di costruire strategie di finanza agevolata integrate, combinando lo stesso con contributi regionali o bandi dedicati all’innovazione digitale.
Va poi detto che non è da ritenersi soltanto un’agevolazione fiscale, ma un vero e proprio strumento di politica industriale. Incentivando in modo mirato i software e le tecnologie digitali, la misura spinge le imprese verso modelli produttivi più efficienti, connessi e sostenibili. I software, in particolare, rappresentano il cuore della trasformazione digitale, perché permettono di valorizzare i dati, automatizzare le decisioni e migliorare continuamente i processi.
