Restrizioni HFC negli USA: arrivano i nuovi provvedimenti
Le restrizioni sugli HFC negli USA sono arrivate dopo un acceso dibattito, che ha coinvolto autorità governative, agenzie e tutti i principali protagonisti del mercato della climatizzazione statunitense. A comunicare le importanti novità presenti nelle normative è stato l’ente del governo federale EPA, noto anche come United States Environmental Protection Agency.
Il comunicato ufficiale è la summa delle azioni intraprese dall’amministrazione Biden-Harris, per ridurre l’impiego degli idrofluorocarburi del 40% entro il 2024 e dell’85% entro il 2036. Il tutto rientra nel più ampio ambito dell’American Innovation and Manufacturing (AIM) Act, che funge da legislazione in linea con i principi dell’emendamento di Kigali e del Protocollo di Montreal.
Quali sono le novità relative alla riduzione degli HFC negli USA?
Una delle modifiche cardine della revisione riguarda la limitazione nell’uso degli HFC quando sono disponibili alternative più efficienti e rispettose del clima. Vi saranno pertanto restrizioni nell’impiego di tali gas in apparecchiature di refrigerazione, condizionamento e pompe di calore, nelle schiume e nei prodotti aerosol.
Stando a quanto riportato da un’autorevole rivista di settore, tali limiti dovrebbero tradursi in:
- gas con GWP massimo di 700 per le pompe di calore e i condizionatori d’aria residenziali e commerciali leggeri (il che significa che l’R32 sarà consentito). Questa regolamentazione si applicherà soprattutto alla produzione e all’importazione di prodotti autonomi a partire dal 1° gennaio 2025, con restrizioni alla vendita, alla distribuzione e all’esportazione a partire dal 1° gennaio 2028. Per l’installazione di sistemi “assemblati in campo” il divieto inizia il 1° gennaio 2025, a eccezione dei sistemi VRF, la cui data di conformità è il 1° gennaio 2026;
- gas con GWP massimo di 150 per le apparecchiature di refrigerazione alimentare al dettaglio;
- gas con GWP massimo di 300 per le unità di condensazione remote e dei sistemi per supermercati con cariche superiori a 90 kg e per il lato ad alta temperatura dei sistemi a cascata.
Un’altra proposta piuttosto significativa riguarda poi la gestione degli idrofluorocarburi già esistenti. L’obiettivo è quello di sostenere la crescente industria statunitense che recupera gli HFC dalle apparecchiature dismesse al fine di riutilizzarli, andando così a calare il numero di emissioni nocive che caratterizzano il ciclo di vita di tali dispositivi.
Questo punto in particolare include anche:
- i requisiti per la riparazione dei macchinari che presentano perdite;
- l’uso di sistemi di rilevamento automatico delle perdite sui grandi impianti di refrigerazione;
- l’impiego di HFC rigenerati per determinate applicazioni;
- il recupero di HFC dalle bombole prima del loro smaltimento e un sistema di tracciabilità dei contenitori.
Nonostante le controverse opinioni sulle restrizioni degli HFC negli USA, sono stati molti coloro a favore dell’iniziativa (il direttore della campagna sul clima dell’EIA ha per esempio detto che gli aggiornamenti sono ben strutturati per la limitazione dei refrigeranti utilizzati nelle apparecchiature di riscaldamento – raffreddamento in base al loro potenziale di danno al clima), che ha via via iniziato a essere vista come adeguata per rispondere in primis alla crescente domanda di HFC “vergini” da riutilizzare.
L’EPA sostiene poi che la norma finale fornirà ulteriori riduzioni cumulative delle emissioni di gas serra per almeno 83 milioni di tonnellate metriche di anidride carbonica equivalente (MMTCO2e) nel periodo 2025-2050, con un beneficio di almeno 3 miliardi di dollari. Inoltre, stima che l’industria e i consumatori potranno far scendere i costi di 4,5 miliardi di dollari, grazie ai risparmi energetici e ai refrigeranti più economici.
