Possesso vs streaming/accesso: evoluzione comoda o involuzione?
Lo streaming in digitale è un processo che permette agli utenti di usufruire di contenuti quali musica, film o altri media, tramite la connessione a internet. Questo nuovo sistema di fruizione sta lentamente rimpiazzando il possesso fisico di CD e DVD, comprese anche le licenze digitali acquistate dagli store online.
In molti si chiedono se questo repentino cambiamento, pur essendo molto apprezzato dal pubblico, possa avere effetti negativi sull’industria dell’intrattenimento, qualunque essa sia. Le preoccupazioni sono più che lecite, ma prima di analizzarle nel dettaglio è fondamentale capire come si è giunti alla situazione attuale.
Prima dello streaming c’era il possesso
Non molti anni fa, quando internet era ancora poco diffuso e i dispositivi mobili si limitavano alla semplice telefonia, l’unico modo per poter ascoltare musica fuori casa era tramite supporti fisici o, più di recente, in digitale grazie ai lettori MP3.
Escludendo la pirateria, dunque, per sentire le canzoni dei propri artisti preferiti bisognava acquistare i brani in un negozio fisico (per esempio su CD) o da uno store online. In parole povere, era necessario possedere una certa forma di “diritto di ascolto”.
Tutto questo è stato rivoluzionato dallo streaming, grazie al quale ora non serve più acquistare i singoli brani, ma basta pagare un abbonamento mensile, che garantisce pieno accesso a immense librerie disponibili in rete.
Perché lo streaming ha così tanto successo?
Gran parte del successo ottenuto dallo streaming è da imputarsi a due fattori principali: il primo è la diffusione massiva degli smartphone (dispositivi multifunzione portatili, che permettono all’utente di rimanere sempre connesso), mentre il secondo è l’aumento della banda per le reti mobili (che assicura un traffico dati più massiccio a costi esigui).
La possibilità di non dover più svolgere alcun processo di download, caricamento sul dispositivo o acquisto singolo per ogni brano – video, ha reso popolare lo streaming, facendolo diventare un cult per le nuove generazioni. Di fatto la comodità offerta da questo tipo di servizio è ineluttabile e gli utenti non possono più farne a meno.
Le preoccupazioni e i possibili danni dello streaming
Se da un lato lo streaming presenta molti vantaggi per il pubblico, dall’altro costituisce un potenziale rischio per i produttori e gli artisti di film, musica e videogiochi. Troppo spesso, infatti, lamentano un compenso iniquo rispetto ai guadagni delle piattaforme su cui vengono distribuiti i loro prodotti, con grosse perdite in termini di introiti.
Insomma, una vera e propria involuzione del settore, di cui non si può però attribuire l’intera colpa al solo sistema di streaming. Ci si dovrebbe invece focalizzare su quegli accordi poco trasparenti sanciti fra le etichette e le piattaforme di distribuzione, che spesso offrono agli artisti e ai creativi un mero 15%.
Va detto inoltre che, negli ultimi anni, lo streaming ha avuto il grande pregio di essere riuscito a rilanciare settori in stallo come quello musicale, portando migliaia di utenti a scegliere un approccio legale alla fruizione dei contenuti. Il che ha contribuito, seppur indirettamente, alla riduzione della pirateria, che ai tempi dei contenuti digitali a pagamento era divenuta quasi soverchiante per il mercato.
Concludendo si può asserire che lo streaming rimane la scelta più comoda per gli utenti e, che se ben regolamentato, potrebbe portare enormi introiti anche agli artisti.
