Acquistare online: inquina, più di quanto si pensi
Indubbiamente acquistare online è un’enorme comodità. Ricevere il pacco in pochi giorni (se non addirittura il giorno successivo) è diventato abbastanza comune, ma bisogna fare attenzione alle conseguenze per l’ambiente.
Anche se milioni di persone non devono fisicamente raggiungere i negozi (causando un minore impatto ambientale dovuto ai mezzi di trasporto), non bisogna sottovalutare l’inquinamento prodotto dai nuovi metodi di spedizione (sempre più rapidi).
Acquistare online richiede un impiego massivo di automezzi
Gli acquirenti che completano i loro acquisti attraverso e-commerce e shop online comodamente seduti sul proprio divano, non si fermano a pensare a come il prodotto viene recapitato fino a casa. Camion, furgoncini e altri veicoli aziendali, che si muovono esclusivamente su strada, percorrono enormi distanze ogni giorno.
La richiesta di una sempre maggiore rapidità nelle consegne ha determinato la necessità di incrementare l’utilizzo di questi mezzi di trasporto, sicuramente più veloci e capaci di offrire una copertura capillare in tutto il territorio.
Le emissioni di CO2 stanno, però, raggiungendo livelli insostenibili, che rischiano di avere gravi conseguenze se non adeguatamente riequilibrati. I dati parlano chiaro: rispetto al 2006, quando i veicoli su strada nel mondo erano 250 milioni, si è arrivati a 330 milioni nel 2014, con stime che superano i 462 milioni entro il 2050.
Plastica e cartoni sono fondamentali per gli acquisti online
Un altro importante fattore che contribuisce all’inquinamento causato dall’acquistare online le merci, è quello determinato dall’impiego massivo di plastica e cartoni destinati al packaging dei prodotti.
Se si compra in un negozio al massimo si riceve una busta di nylon (anche se sono diventate più comuni quelle biodegradabili), mentre per gli acquisti online è fondamentale creare un packaging adatto. Spesso si impiegano sacchetti di plastica per rendere il prodotto impermeabile, senza contare gli imballaggi per proteggerlo da eventuali urti (anch’essi in nylon) e il cartone esterno che contiene il tutto.
Per avere un’idea più concreta delle conseguenze oggettive sull’ambiente, basti pensare che il 15% della plastica prodotta nel mondo viene destinata agli imballaggi dei prodotti acquistati via web. Si parla di un incremento pari a circa il 200% in meno di 10 anni.
Possibili soluzioni per ridurre l’inquinamento da acquisti online
Alcune compagnie, più sensibili verso i problemi causati all’ambiente dall’acquistare online, stanno studiando nuove soluzioni per ridurne l’impatto.
La prima riguarda l’adozione di veicoli completamente elettrici per il trasporto delle merci. Con la creazione delle giuste infrastrutture nei punti cruciali dove avviene il maggior transito di merci, sarà possibile ridurre drasticamente le emissioni di CO2. Pianificando attentamente viaggi e spostamenti, si potranno, inoltre, diminuire i tempi di lavoro del 60% e i costi di consegna del 35%.
La seconda soluzione (già in fase di sperimentazione in alcune città tedesche) prevede l’adozione di Box per la consegna delle merci. In pratica, il corriere non arriverà più direttamente a casa dell’acquirente, ma depositerà i prodotti in apposite cassette di sicurezza, situate in aree strategiche come supermercati o centri commerciali (il più adiacenti possibile alla residenza di chi acquista).
La merce sarà poi comodamente ritirabile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, grazie a un codice di sblocco univoco. L’unico ostacolo, attualmente, è quello dettato dal convincere i cittadini a rinunciare alla comodità di ricevere i prodotti direttamente a casa.
Negli Stati Uniti, alcune grosse compagnie di vendita online, stanno sperimentando anche il trasporto tramite droni. Queste piccole macchine raggiungono, per ora, una capacità massima di carico pari a 8 Kg e hanno un raggio di consegna piuttosto limitato. Inoltre, devono poi fare i conti con il meteo non sempre favorevole. Fra qualche anno e grazie a una tecnologia sempre più perfezionata, però, potrebbero essere un’alternativa ecologica al trasposto su strada.
