Data Center: cos’è e come funziona
Un data center (o CED – Centro di Elaborazione Dati) rappresenta una sorta di sala macchine ospitante, oltre che server, gruppi di continuità e storage, anche i vari apparecchi atti a permettere la gestione dei processi, delle comunicazioni e dei servizi relativi alle attività aziendali. Per farla semplice, tale ambiente garantisce il funzionamento costante di ogni sistema informativo e fornisce consulenza su quanto concerne la digitalizzazione delle procedure, l’elaborazione dei dati e la definizione delle reti di calcolo.
Lo sviluppo informatico che nel corso del tempo ha potenziato i componenti installati all’interno del CED consente oggi allo stesso di movimentare un alto quantitativo di dati e processi. I data center, infatti, hanno dovuto riempirsi di server dalla capacità e dalla configurazione differenti per poter eseguire le attività necessarie. Per tale ragione le loro dimensioni cambiano in base alle esigenze delle aziende e possono occupare lo spazio di un armadio (come nel caso del rack server), ma anche alcuni metri quadrati o persino un edificio.
Il funzionamento dei data center si basa sulla presenza di sistemi di connettività stabili che, tramite una configurazione duplicata, sono in grado di assicurare la continuità operativa anche in caso di guasto. La loro infrastruttura si incentra su reti che implementano il protocollo IP e connettono le macchine alle applicazioni. Inoltre, in ciascun CED alloggiano vari set di router e switch pensati apposta per trasmettere i dati in maniera bidirezionale tra i server e l’esterno. La costante operatività è garantita dai gruppi di continuità e da appositi impianti di climatizzazione.
I data center possono essere catalogati in quattro differenti livelli:
- TIER I: con continuità operativa pari al 99,671%;
- TIER II: con continuità operativa pari al 99,741%;
- TIER III: con continuità operativa pari al 99,982%;
- TIER IV: con continuità operativa pari al 99,995%.
Affinché un CED sia sicuro sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista logico, bisogna fare in modo che si preservi la continuità elaborativa delle unità presenti al suo interno. In aggiunta a ciò è poi importante proteggere le applicazioni e i dati prodotti dai sistemi informativi e ospitati nei sistemi di storage. Per riuscire in tutto questo, oltre a prevedere una progettazione del data center con messa a terra (che protegge dalle condizioni ambientali), è poi necessario considerare gli errori umani e il cybercrime.
Ciò che permette l’alimentazione dei CED sono dei sottoinsiemi e dei componenti elettrici estremamente costosi. La distribuzione elettrica dipende da un trasformatore, un generatore di backup, uno switch, un quadro elettrico di distribuzione, un gruppo di continuità e un PDU. Ciò alimenta dei circuiti connessi in maniera multipla a ogni armadio IT, grazie a un cablaggio posto sotto il pavimento flottante. Tutte le catene di alimentazione vengono clonate nei data center a seconda della certificazione di riferimento (TIER III o TIER IV).
Per quanto riguarda i consumi, possiamo dire che, in presenza di un grande CED dislocato in un solo stabile, si possono raggiungere i 3000 Kilowatt (considerando una PMI, la stima dell’assorbimento medio è di circa 300 Kilowatt). In Italia sembrano esserci 3000 data center, che consumano globalmente 1 Gigawatt (ovvero 1/50 del consumo dell’intera Nazione). Buona parte dei consumi dipende dal sistema di raffreddamento che permette di mantenere una temperatura degli ambienti compresa tra i 20 e i 22° C.
Questa una breve panoramica sui data center: gli ambienti che assicurano il corretto funzionamento di ogni sistema informativo.
