Internet: come sarebbe se smettesse di funzionare?
Cosa succederebbe se il mondo restasse senza Internet per uno o più giorni? Nonostante, in una situazione del genere, molti individui rischierebbero letteralmente di impazzire, secondo uno studio della BBC gli impatti sulla società e sull’economia sarebbero pressoché irrisori.
Certo il web viene oggi considerato come una sorta di costante nella vita delle persone, ma il blocco più o meno totale della rete rappresenta, oltre che una possibilità realistica, anche un qualcosa di già concretamente successo in passato.
Nel 2008, per esempio, un guasto dei cavi sottomarini che veicolano i dati tra continenti ha causato il black out delle connessioni in Medio Oriente, India e Sud – Est Asiatico. Nel 2011, invece, per motivi politici la popolazione egiziana è rimasta senza Internet durante la Primavera Araba.
La stessa cosa è successa recentemente in Paesi con situazioni problematiche come la Turchia o l’Iran e potrebbe succedere anche in Cina, dove già da diverso tempo il web funziona soltanto in modo parziale.
Come spiega il direttore della Cyber Consequences Unit Scott Borg, vivere senza Internet (e senza conseguenze negative) è dunque possibile, ma a patto che la connessione manchi al massimo per un periodo inferiore ai quattro giorni.
In questo frangente, anche gli esercizi commerciali più sensibili alla mancanza del web (hotel, società di intermediazione, ecc.) riescono a limitare le perdite, alle volte addirittura incrementando la produttività (perché senza web i dipendenti tendono a svolgere mansioni che di solito rimandano).
Detto ciò, va comunque precisato il fatto che la mancanza della rete incide maggiormente a seconda del tipo di azienda gestita e/o del ruolo professionale ricoperto: chi ne risente di più sono le realtà medio-piccole e professionisti tipo l’idraulico o il carpentiere che devono essere subito reperibili.
Nonostante una momentanea mancanza della rete causi in linea generica dei danni minimi a livello economico e sociale, essa genera però nelle persone una sorta di vera e propria ansia, derivante dall’impossibilità di comunicare con tutti in qualunque momento.
Come spiega il professore della Stanford University Hancock, gli individui sono talmente abituati a raggiungere gli altri con assoluta facilità, che la semplice idea di non poterlo fare (anche solo per un problema di qualche ora) li rende irrequieti.
Sempre secondo lo stesso Hancock, visto che lo scopo principale del web è quello di connettere un individuo agli altri, l’impossibilità di compiere questa stessa operazione talvolta risulta addirittura inquietante.
Negli ultimi anni gli individui hanno raggiunto con la rete livelli di dipendenza tali da farli entrare in paranoia anche solo per la dimenticanza del cellulare a casa. Una dimenticanza che spesso e volentieri risulta perfino soffocante e ingestibile.
A parte questa vera e propria dipendenza tra persone e web, bisogna comunque smentire coloro i quali sostengono che chi non usa la rete è più socievole rispetto a chi la usa. Secondo un recente studio, infatti, chi naviga spesso soprattutto nei Social Network, si relaziona meglio di chi non lo fa.
Come è evidente da quanto appena detto, le conseguenze del restare per un certo periodo di tempo senza Internet cambiano innanzitutto a seconda di chi deve affrontare la mancanza (privati, professionisti, aziende più o meno grandi, ecc.). La cosa più incredibile resta comunque il fatto che essere offline qualche giorno non è un problema per l’economia mondiale, ma lo è per moltissime persone.
