Esistono alternative al gas? Problematiche e possibili soluzioni
Le alternative al gas sono diventate di giorno in giorno un bisogno più necessario, soprattutto da quando la crisi energetica mondiale ha cominciato a farsi sentire in maniera costante e inequivocabile.
Per le nazioni dipendenti dall’importazione della suddetta materia prima, questo si è tradotto nell’inizio di una complessa ricerca di soluzioni capaci di rivelarsi tanto efficienti, quanto rapide e sostenibili dal punto di vista economico.
Certo il problema potrebbe (almeno in parte) risolversi migliorando la capacità di produrre energia in modo autonomo, ma escogitare delle strategie che sappiano rivelarsi effettivamente adeguate già nel breve periodo non è per niente semplice.
Si può vivere senza gas?
In tanti si chiedono se sia davvero possibile trovare delle varianti migliori rispetto ai combustibili fossili. Nonostante si possa quanto meno ipotizzare di vivere senza gas (da un punto di vista prettamente teorico), l’atto pratico risulta tuttavia piuttosto problematico.
Tralasciando l’aspetto economico collegato alla sua importazione e alla sua esportazione (che se all’improvviso dovesse venire meno porterebbe a un collasso del mercato globale), restano da risolvere alcuni nodi critici, tipo l’effettiva quantità di energia ottenibile da altre fonti.
In Italia, per esempio, gli impianti eolici e fotovoltaici si stanno via via diffondendo, ma la loro crescita in termini numerici resta abbastanza lenta. Ciò è dovuto in parte a questioni legate alla burocrazia e in parte a una sorta di impossibilità di garantire una produzione costante.
L’efficienza produttiva di tali fonti rinnovabili è infatti fortemente condizionata dal meteo e dalla conformazione del territorio in cui vengono costruiti gli impianti. Ciò significa che in giornate poco ventose o prive di sole, l’energia generata può non essere sufficiente per rispondere alla domanda.
Incrementare i rigassificatori è la risposta giusta?
La non totale affidabilità delle attuali fonti alternative al gas, ha spinto il governo a concentrarsi (almeno per adesso) su soluzioni percorribili nell’immediato. Da qui la proposta di incrementare la presenza di rigassificatori per sfruttare maggiormente il GNL (o Gas Naturale Liquefatto).
Attualmente, i tre impianti di rigassificazione presenti in Italia sono in grado di coprire circa il 20% del fabbisogno nazionale. Sbloccare i cantieri degli altri due rigassificatori in costruzione a Gioia Tauro e a Porto Empedocle, significherebbe incrementare ulteriormente la suddetta copertura.
Rispetto al carbone e al petrolio, il metano (che costituisce la maggior parte della miscela di GNL) è considerato a tutti gli effetti il combustibile fossile meno inquinante. Esso presenta, inoltre interessanti caratteristiche come:
- la generazione di pochi scarti durante la combustione;
- la facile reperibilità in natura;
- un trasporto conveniente e privo di rischi, quando trasformato in forma liquida.
Secondo gli esperti, lo si dovrebbe di fatto vedere come un “combustibile di transizione”, da impiegare momentaneamente, nell’attesa che vengano migliorate le prestazioni delle fonti rinnovabili.
Contraddizioni, richieste del Governo e iniziative
C’è però un ostacolo considerevole derivante dall’incremento dei complessi di rigassificazione: tale scelta va contro l’impegno sostenuto fino a questo momento dal Paese per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Per quanto il GNL sia meno inquinante di altri combustibili fossili, resta comunque uno di essi e, come tale, va contro gli attuali problemi climatici.
Il dibattito è ancora molto acceso, con il Governo che chiede all’Europa la creazione di progetti di stoccaggio comune, al fine di assicurare la fornitura di gas anche nei momenti di crisi. Il piano RepowerEU è già in fase di discussione alla Commissione Europea e prevede il riempimento fino al 90% dei siti di conservazione entro il 1° ottobre di ogni anno.
Non mancano nemmeno le proposte atte a incentivare la transizione energetica di tutti gli stati appartenenti all’Unione. Tra le più significative rientrano i contributi finanziari, i suggerimenti per lo sviluppo di piani nazionali green e le agevolazioni per l’installazione di impianti a energia rinnovabile.
