Si può dire di no al lavoro?
In che modo si deve sfruttare l’assertività a lavoro e quando bisogna dire di no ai colleghi? Per i due esperti di career e personal development Sue Hatfield e Gil Hasson qualche rifiuto in ambito professionale non può che giovare alla produttività del singolo: secondo il loro parere, infatti, chi non si nega ad alcuna richiesta è più incline a svolgere peggio il proprio incarico. Scopriamo perché!
Hatfield e Hasson parlano delle loro teorie in Come essere assertivi in ogni situazione: un manuale dove viene spiegata l’importanza di comunicare al prossimo in modo diretto e dicendo con chiarezza cosa si vuole e cosa non si vuole fare. A detta dei due questa sarebbe infatti l’unica maniera per ottenere di più gestendo meglio le relazioni professionali e private. La chiarezza starebbe dunque alla base della felicità personale.
Certo non è facile dimostrare assertività a lavoro e per riuscirci bisogna fare pratica relazione dopo relazione. Non serve essere prepotenti o arroganti, ma si deve riuscire a superare la paura delle reazioni altrui, ponendo delle richieste ragionevoli e dimostrando lealtà. La stessa lealtà che però ci si può aspettare solo dopo essersi comportati nel modo giusto con le altre persone: perché gli altri dovrebbero darci corda se noi per primi non lo facciamo?
Per essere in grado di dire no ai colleghi è prima di tutto necessario attraversare sette step di cambiamento. Tramite essi è possibile capire come affrontare le critiche in modo costruttivo o come gestire i rimproveri senza inciampare nella collera. Ma per riuscire in tutto questo bisogna considerare titolari e colleghi come degli estranei con i quali serve trovare la giusta alchimia. L’obiettivo naturalmente è stringere relazioni basate sulla fiducia, sul sostegno e sulla stima.
Dal punto di vista pratico, gli autori portano alcuni esempi per spiegare come utilizzare l’assertività a lavoro per il proprio tornaconto personale. I concetti sono semplici: oltre a criticare il comportamento al posto della persona, si devono ammettere gli errori fatti evitando di respingere le critiche. Partendo da questo presupposto basilare diventa molto più semplice rifiutare delle richieste migliorando la qualità del lavoro svolto.
Questi i consigli di Hatfield e Hasson: preziosi suggerimenti da mettere in pratica per massimizzare le proprie performance professionali!
