Big Tech: come cambierà lo smart working
Le Big Tech stanno evolvendo rapidamente per rispondere alle esigenze delle aziende e dei dipendenti che, nell’ultimo anno e mezzo, hanno abbracciato lo smart working. Una modalità operativa sempre più diffusa, da potenziare con soluzioni volte a:
- organizzare meglio il tempo delle risorse;
- gestire in maniera più sicura i dispositivi da remoto;
- e massimizzare la produttività aziendale.
I punti su cui intervenire in ottica di lavoro agile sono dunque diversi, ma le maggiori società informatiche presenti a livello mondiale hanno già compreso che per ottenere i maggiori benefici dallo stesso bisogna prima di tutto investire su start up emergenti e nuove tecnologie.
Le Big Tech ridefiniscono la vita lavorativa
A determinare l’incremento dello smart working è stata soprattutto la recente pandemia di Covid-19 che, dopo averne evidenziato pregi e difetti, ha spinto le Big Tech a mobilitarsi per rispondere velocemente ai nuovi bisogni delle aziende, proponendo soluzioni efficaci.
Tra queste rientra indubbiamente la capacità di cambiare quel paradigma nel quale, per effetto della fortissima diffusione tecnologica, le persone non riescono più a tenere separate vita privata e vita professionale.
L’obiettivo dei grandi nomi dell’informatica è dunque quello di puntare su soluzioni innovative (grazie principalmente all’acquisizione di start up giovani e dinamiche), per diffondere un modo di lavorare smart, flessibile e accessibile.
Il futuro del lavoro si prospetta quindi sempre più ibrido. Pertanto, le principali attività svolte non saranno necessariamente legate a uno spazio fisico, ma potranno essere effettuate ovunque ci si trovi, senza comunque trascurare l’importanza della sicurezza.
I dipendenti che opereranno da remoto, infatti, avranno a disposizione piattaforme specifiche fornite e controllate direttamente dall’azienda, mentre tutte le loro attività potranno essere monitorate in modo costante per garantire un buon livello produttivo.
Anche il lavoro in team è tenuto in grande considerazione dalle Big Tech, le quali stanno studiando soluzioni specifiche in grado di consentire ai lavoratori da remoto di rimanere connessi con i propri colleghi in qualsiasi momento.
Un valido esempio di ciò è costituito dai software per le videoconferenze o dai sistemi che permettono a diversi individui di intervenire contemporaneamente e a distanza nella modifica di un progetto.
Smart working e Metaverso
Un’altra importante realtà su cui molte Big Tech stanno già investendo, è il Metaverso: concetto ampiamente preso in considerazione dai grandi nomi dell’informatica, che negli ultimi anni risulta addirittura essere tra i più cercati sui motori di ricerca.
Con il termine in questione (preso a piene mani dai romanzi di fantascienza) si indica un insieme di mondi virtuali persistenti e in continua evoluzione, che possono essere visitati dagli utenti attraverso un visore per la realtà virtuale.
Visto che nel Metaverso le azioni compiute dal proprio avatar (trasposizione digitale di se stessi) sono tracciate e hanno conseguenze tangibili, con esso si aprono innumerevoli possibilità anche per l’ambito lavorativo. In questo universo artificiale sarà ad esempio possibile:
- effettuare transizioni di beni digitali;
- incontrare gli avatar dei propri colleghi all’interno di sale riunione virtuali;
- visionare nella sua interezza dei progetti veri e propri (tipo un edificio in costruzione).
Le opportunità offerte da questa tecnologia sono pressoché illimitate e diverse Big Tech stanno già studiando i possibili approcci per integrare lo smart working nel Metaverso (in merito a ciò si ipotizza che a breve arriveranno le prime applicazioni concrete).
Il futuro del lavoro da casa sembra quindi piuttosto variegato e ricco di possibilità interessanti, ma bisogna capire come le aziende risponderanno alla virtualizzazione in atto. A prescindere da questo, comunque, il prossimo decennio proporrà di certo una massiva evoluzione che tutti (volenti o nolenti) saranno costretti ad abbracciare.
