Bug dei processori e scenari futuri
Le falle dei processori Intel, Arm e Amd di cui si è recentemente parlato, mettono a rischio i computer e gli smartphone prodotti nell’ultimo decennio. Anche se i produttori di chip e gli sviluppatori di operating system stanno cercando soluzioni, la situazione resta critica perché riguarda l’hardware.
La fretta è necessaria, in quanto qualcuno potrebbe approfittare delle vulnerabilità, ma Intel rassicura sul fatto che in questi giorni si stanno prendendo precauzioni che aiutino i processori prodotti negli ultimi cinque anni. Per quanto riguarda gli utenti, la raccomandazione è quella di installare subito gli aggiornamenti disponibili.
Se alcuni dicono che tali aggiornamenti rallenteranno i dispositivi con un’incidenza massima del 30%, Intel ribatte sostenendo che eventuali rallentamenti dipenderanno dal carico di lavoro del chip, e non avranno grosse ripercussioni sui consumatori. In merito alle falle dei processori, secondo Kaspersky Lab, i veri problemi sono collegati a:
- Meltdown (elimina lo schermo posto tra applicazioni e componenti sensibili del sistema operativo);
- Spectre (spinge le applicazioni a prelevare contenuto dalla memoria).
Per meglio comprendere la questione, le due falle consentono a chi vuole sfoderare un attacco di entrare nella memoria di sistema dei dispositivi e di scovare dati segreti, come le password del browser o del password manager, oltre che le chat, le foto, i file, le e-mail, ecc. In pratica qualcuno può tranquillamente impossessarsi delle informazioni contenute in milioni di macchine.
Sia Meltdown che Spectre usano l’esecuzione speculativa per migliorare le performance. E gli attacchi puntano proprio su questo: essi sfruttano a proprio vantaggio il fatto che i processori (dato che devono dimostrarsi rapidi) eseguono istruzioni superflue che poi eliminano, ma soltanto dopo averle salvate in modo non permanente. Grazie a questa procedura, chi attacca può entrare nella memoria privilegiata con un’app dannosa.
Anche se da Intel arriva la precisazione secondo cui non bisogna propriamente parlare di bug o di falla, quanto piuttosto di exploit che interessa determinati operating system e produttori, ciò nonostante, i problemi di sicurezza derivanti da un difetto di progettazione esistono effettivamente e vanno risolti.
Al rischio sono esposti maggiormente i servizi cloud, perché si basano su un meccanismo che impone la condivisione collettiva di una stessa macchina. Anche i pc degli utenti risultano minacciati, ma in questo caso chi attacca deve per ottenere buoni risultati eseguire del codice sulla macchina, facendo scaricare un programma o spingendo verso l’accesso a un sito dannoso.
Oltre agli aggiornamenti consigliati per ridurre le probabilità di incorrere in problemi e pericoli di vario genere, gli esperti suggeriscono poi di utilizzare adblocker. Certo tutte le case produttrici si stanno muovendo alla velocità della luce per controllare il discorso, ma anche da parte degli utenti ci vuole un po’ di impegno.
Le falle dei processori stanno causando disagi a dir poco notevoli, perché rendono vulnerabile un quantitativo di dispositivi assolutamente enorme: tutti sono delle potenziali vittime e (per come stanno adesso le cose) nessuno ha piena facoltà di potersi difendere. Ovviamente non mancano i commenti e i suggerimenti da parte degli esperti.
E’ per esempio il caso del membro del Consiglio Direttivo dell’AIIC, che invita a modificare drasticamente l’approccio alla produzione delle tecnologie. Già L’UE, comunque, ha scelto di abbracciare la programmazione sicura, affidandosi a organizzazione tipo EOS ed ECSO. Detto ciò, di passi avanti dobbiamo farne ancora molti e l’urgenza non manca di sicuro, però tutti ne hanno preso atto.
