Crescere economicamente e tutelare l’ambiente non è più una chimera
Il binomio clima vs economia non deve più essere visto come una mera sfida fra due realtà contrapposte, ma va piuttosto inteso come una vera e propria opportunità di crescita da perseguire a livello mondiale.
Visto che la trasformazione del clima (resasi evidente soprattutto negli ultimi anni) genera senza alcun dubbio un ingente danno economico per i paesi dell’intero pianeta, l’attuazione di misure atte a preservare l’ambiente può effettivamente tutelare gli interessi economici dei rispettivi stati.
L’evoluzione verso un’industria più green e una maggiore attenzione ai consumi da parte dei singoli cittadini, rappresentano due soluzioni efficaci per abbattere i costi e arginare i problemi legati ai cambiamenti climatici.
Il giusto equilibrio fra crescita economica e rispetto per l’ambiente
È ormai scientificamente provato che la causa principale del cambiamento climatico sia imputabile all’industrializzazione. La diffusione delle industrie basate sull’impiego scellerato dei carboni fossili è cominciata nel diciottesimo secolo e con il passare del tempo ha via via compromesso il delicato equilibrio atmosferico della Terra.
Il rialzo della temperatura globale ha determinato un massiccio scioglimento delle calotte polari e il conseguente innalzamento dei livelli dei mari. Tutto questo ha portato a propria volta fenomeni atmosferici sempre più estremi, come violenti uragani o devastanti inondazioni che si sono scatenate sulle città costiere.
Per arginare velocemente il problema in atto bisognerebbe bloccare in toto lo sviluppo industriale delle varie nazioni. Scelta tuttavia non attuabile, perché ogni paese ha il diritto di crescere e prosperare dal punto di vista economico, così da garantire alla propria popolazione una vita quanto meno dignitosa.
Ciò che si può fare è continuare a perseguire lo sviluppo nel rispetto dell’ambiente e incentrando i profitti su attività come l’impollinazione, il ciclo dell’acqua, gli ecosistemi marini o forestali e altri metodi direttamente dipendenti dal cosiddetto “capitale naturale del mondo”. Valorizzare tali risorse è quindi fondamentale per invertire la pericolosa rotta imboccata da qualche decennio.
Il rapporto clima vs economia non può propendere troppo né da una parte né dall’altra, ma deve trovare un equilibrio ideale. La soluzione più concreta proposta dagli economisti consiste nel rallentare la frenetica crescita economica individuale, fintanto che non costituisca più un danno per il capitale naturale.
Clima vs economia: soluzioni e ostacoli da superare
Il piano d’azione per poter arginare i cambiamenti climatici è già noto da molto tempo. I climatologi hanno redatto un programma ben dettagliato sulle procedure e sulle restrizioni da adottare, di modo che le attività umane non costituiscano più un pericolo per l’ambiente.
Pur avendo delle linee guida chiare da seguire, i progressi fatti in tal senso sono per adesso ancora miseri. Lo testimoniano i continui ritardi sulla tabella di marcia e il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati. Fenomeni derivanti in primis dal fatto che molte attività preferiscono pagare le sanzioni piuttosto che adeguare i propri sistemi di produzione.
Tali riluttanze sono imputabili a una governance debole e incapace di imporre alle industrie locali le necessarie regolamentazioni. Inoltre, il fatto che buona parte delle attività che generano il più alto tasso di inquinamento siano le medesime che offrono il maggior contributo economico al Paese, non facilita le cose.
Per fronteggiare la crisi serve l’adozione globale di un’economia verde e la completa rimozione della CO2 dalla produzione industriale. I costi per effettuare questo passaggio non devono spaventare, poiché è dimostrato che le nuove tecnologie ecosostenibili permettono di ammortizzare le spese sostenute per gli adeguamenti.
In questo periodo sta prendendo sempre più piede anche l’agricoltura rigenerativa: un sistema di coltivazione che riesce a catturate l’anidride carbonica e a riutilizzarla per altri scopi. Se ben sfruttato, il suddetto metodo (attualmente in fase di sperimentazione in Patagonia) può generare occupazione e un vero mercato del carbonio.
