Cloud Computing: definizione, benefici, svantaggi
Il Cloud Computing rappresenta l’insieme di quelle tecnologie che consentono di produrre e memorizzare dati tramite l’uso di risorse presenti nel web: una tecnologia basata su server controllati da un programma in grado di rendere disponibili le capacità di calcolo (CPU) e di memorizzazione (Hard Disk).
Ogni servizio fornito viene dislocato in modo automatico tra i vari server presenti e, all’occorrenza, dei server ulteriori possono essere integrati per incrementare con semplicità la capacità dell’intero sistema (allo stato attuale dei fatti, alcune configurazioni Cloud sono addirittura composte da diverse decine di migliaia di server).
Con la Nuvola è possibile svolgere varie attività, che vanno dalla creazione di nuovi servizi o app all’archiviazione dei dati per effettuare il backup e/o il ripristino degli stessi. Essa consente poi di ospitare siti e blog, di trasmettere in streaming file audio e video, di fornire programmi on demand e di confrontare i dati per fare delle stime.
Questa tecnologia può essere pubblica (quando i Cloud sono di un provider esterno), privata (quando le risorse di Cloud vengono utilizzate solo da una realtà) o ibrida (quando combina le due precedenti – pubblica e privata – sfruttando sistemi che permettono la condivisione dei dati tra diverse tipologie di Cloud).
Per quanto concerne i benefici del Cloud Computing, il risparmio economico è certamente uno dei più importanti: la gestione delle macchine, infatti, non necessita di alcun esborso in termini di sale server, personale IT o HW. Esso non genera problematiche nemmeno in merito a rotture, mal funzionamenti e aggiornamenti.
Il secondo vantaggio legato alla tecnologia in questione riguarda la possibilità da parte dell’azienda di essere più flessibile e tempestiva: per meglio capire questo concetto, basti sapere che disporre di risorse hardware in Cloud consente di calibrarle al momento del bisogno, decidendo di volta in volta se incrementarle o ridurle
Il terzo beneficio riguarda la maggiore velocità nell’ottenimento dei dati necessari: visto che le server farm in cui sono presenti i data center possiedono bande dati realizzate ad hoc, la rapidità garantita è certamente superiore rispetto a quella che potrebbe essere ottenuta con sistemi interni all’azienda.
Oltre alla velocità di cui abbiamo appena parlato, il Cloud Computing assicura anche un più alto livello di stabilità generale. Stabilità massimizzata proprio dagli hardware dei data center che, per caratteristiche e qualità intrinseche, offrono percentuali di sicurezza impossibili da raggiungere per qualsiasi piccola e media impresa.
Ma come succede per ogni cosa presente nel mondo, anche la Nuvola ha qualche criticità. La prima è di sicuro legata alla possibilità di avere o meno la banda larga: se un’impresa non dispone di una connessione potente, difficilmente può pensare di incentrare il fulcro delle proprie attività web sul Cloud.
In aggiunta a ciò, soprattutto in Italia, molti responsabili aziendali hanno da ridire sulla qualità dei servizi concordati a livello contrattuale. Spesso vengono tradite le aspettative degli utenti e, in caso di problematiche da risolvere, le soluzioni risultano essere tendenzialmente poco chiare e/o poco efficaci.
Ultima ma non per importanza è la questione relativa al vendor lock-in, per la quale chi sceglie di cambiare fornitore di servizi Cloud può perdersi in una procedura estremamente difficile da gestire. Situazione aggravata in primo luogo dal fatto che gli sviluppatori fanno tutto il possibile per rendere dipendenti gli utilizzatori.
Questo tutto ciò che c’è da sapere sul Cloud Computing: la tecnologia che consente di elaborare e archiviare dati nel web.
