CO2 Transcritica: un futuro roseo!
L’adozione della CO2 transcritica come tecnologia refrigerante per i sistemi di condizionamento è in rapida ascesa. Il suo successo è da imputarsi a diversi fattori, che hanno portato sempre più persone a preferire questa soluzione alle usuali alternative.
Secondo alcune stime, molti paesi stanno spingendo verso la scelta di impianti basati su tale gas, in virtù degli enormi vantaggi che lo stesso offre. Pur trovando nel mercato del retail la sua maggiore diffusione, la CO2 sta cominciando ad espandersi anche nel settore industriale e commerciale.
I dati di crescita della CO2 transcritica
In un interessante articolo (proposto da Zerosottozero e consultabile a questo link) si analizzano i dati riportati dalla guida Shecco. Nel documento si confrontano i numeri annessi alla crescita della CO2 transcritica dal 2008 al 2020, con approfondimenti sulla sua espansione settoriale e geografica.
Nei primi anni, il refrigerante basato su CO2 transcritico era presente solo in Europa con appena 140 impianti, tutti relativi al settore privato. Ad oggi, nel mondo, gli impianti che sfruttano questa tecnologia sono arrivati a 35.000, con applicazioni anche in ambito industriale.
Di seguito alcune informazioni chiave estrapolate dalla guida Shecco:
- il Retail rimane ancora il settore nel quale la CO2 transcritica trova la sua maggiore applicazione;
- l’Europa conta ad oggi oltre 29.000 installazioni, di cui il 90% nei grossi supermercati, il 5% nei piccoli store di quartiere e il 5% negli impianti industriali;
- negli USA, che hanno iniziato più tardi rispetto all’Europa il passaggio alla tecnologia transcritica, sono stati censiti 650 impianti (93% nei supermercati e 7% nei siti industriali);
- in Canada le installazioni sono 350 e si concentrano principalmente in piste di pattinaggio e data center;
- stando alle ultime stime, il Giappone possiede circa 5.000 impianti transcritici. Di questi, l’80% è nei supermercati di piccole dimensioni;
Analizzando solo la finestra temporale dal 2018 al 2020, inoltre, si può osservare come l’espansione della tecnologia refrigerante a CO2 abbia fatto enormi passi avanti. Le installazioni sono aumentate in Europa dell’81%, negli USA del 76%, in Giappone del 42% e in Australia addirittura del 375%.
Il futuro degli impianti a CO2 transcritica
La rapida ascesa della tecnologia refrigerante basata su CO2 transcritica, ha spinto molti esperti a individuare in questo gas il futuro della refrigerazione. Tuttavia, il suo basso GWP (Global Warming Potential) è solo una delle caratteristiche che ne stanno determinando il successo.
Oltre all’aspetto “green” (tematica comunque molto centrale negli ultimi anni), l’ulteriore suo punto di forza risiede nel risparmio economico che riesce a fornire. Visto che la CO2 assicura nel lungo periodo un notevole abbattimento delle spese, trova ampi consensi nel mercato dei privati.
Tra i principali vantaggi offerti, spiccano l’ottima efficienza energetica, i costi molto ridotti per la manutenzione dell’impianto, la facilità di installazione e una grande affidabilità. In aggiunta a tutto ciò, la CO2 transcritica è anche meno pericolosa rispetto ad altri tipi di refrigeranti che, potendo essere infiammabili, necessitano di appositi sistemi di sicurezza.
Proprio grazie a tali caratteristiche, si può facilmente evitare di incorrere in una serie di imprevisti, legati ai divieti legislativi o alla messa al bando di alcuni gas (cosa già accaduta in passato e che continua tutt’oggi).
Il trend positivo della CO2 transcritica sembra quindi destinato a proseguire in futuro, indirizzandosi sempre di più verso settori come quello industriale e quello commerciale, oggi dominati da soluzioni meno performanti.
