Condizionamento residenziale: cambia la normativa sugli idrocarburi
Gli operatori del settore HVAC hanno accolto con favore la revisione dello standard di sicurezza proposto dalla Commissione Elettrotecnica Internazionale (IEC), grazie alla quale verrà consentito l’utilizzo di maggiori quantità di refrigeranti infiammabili a basso GWP, negli elettrodomestici adibiti al controllo di climatizzazione e umidità: importante cambiamento che andrà a coinvolgere progressivamente l’intero settore del condizionamento residenziale.
La suddetta norma è chiamata IEC 60335-2-40 e riguarda nel dettaglio la sicurezza di condizionatori d’aria, pompe di calore elettriche, pompe di calore per acqua calda sanitaria e deumidificatori che incorporano motocompressori e ventilconvettori idronici. Dato che il nuovo regolamento è considerato un fattore chiave per la diffusione di soluzioni a scarso impatto ambientale (come gli idrocarburi), è stato oggetto di grande attenzione.
Cosa cambia con lo standard IEC 60335-2-40
La modifica dello standard consente l’uso di cariche maggiori se sono presenti misure di mitigazione aggiuntive, tipo sensori di refrigerante e ventole di circolazione. Inoltre, introduce un nuovo metodo per il calcolo della carica massima, prendendo in considerazione le caratteristiche progettuali che impediscono la fuoriuscita del fluido.
In base alle revisioni apportate, un condizionatore d’aria standard a sistema split può ora contenere fino a 988 g di R290 (propano). Sebbene ciò non sembri rappresentare un cambiamento significativo per gli ambienti di grandi dimensioni, è interessante notare come il nuovo sistema di calcolo permetta tuttavia di ricorrere a cariche maggiori in ambienti di dimensioni ridotte.
Il che si traduce nella possibilità di impiegare gli idrocarburi in una gamma più ampia di apparecchiature per il condizionamento e pompe di calore. Questo porterà nel condizionamento residenziale una concreta diminuzione delle emissioni climatiche dirette, rispetto a quelle prodotte dai sistemi basati sull’R410A.
Verso un condizionamento residenziale più sostenibile
A supporto di quanto appena detto, basti pensare al fatto che, mentre il propano è caratterizzato da un GWP pari a 3, l’R32 ha un GWP di 675 e l’R410A addirittura di 2.088. In poche parole, è quindi possibile sostenere che con l’R290 vi è una riduzione delle emissioni dirette sull’ordine delle migliaia di volte.
In termini di emissioni indirette, invece, molti hanno sottolineato i potenziali vantaggi derivanti dal passaggio agli idrocarburi per quanto concerne l’efficienza energetica: è stato infatti stimato che l’adozione diffusa di tali refrigeranti nei settori dell’aria condizionata e delle pompe di calore entro il 2025, eviterebbe oltre 5 miliardi di tonnellate di emissioni equivalenti di CO2 entro il 2050.
Anche l’Environmental Investigation Agency (EIA), da sempre favorevole all’adozione degli idrocarburi nella climatizzazione, si è detta soddisfatta del nuovo standard. I suoi rappresentati hanno indicato questo importante traguardo come il primo passo verso un’industria HVAC sostenibile, pulita e a zero emissioni.
L’EIA ha inoltre ribadito la propria preoccupazione per le alternative sintetiche agli HFC, che oggi sono ancora largamente utilizzate. Pur presentando un basso GWP rispetto alla controparte naturale, esse rimangono comunque rischiose per l’ambiente, poiché la loro sintetizzazione può produrre sostanze chimiche nocive.
In tal senso, i rappresentati dell’agenzia hanno dunque esortato il Parlamento Europeo e gli Stati Membri a considerare il nuovo standard IEC 60335-2-40 e gli idrocarburi come l’alternativa migliore per il condizionamento residenziale. L’obiettivo è senza alcun dubbio spingere il più possibile sulla necessità di abbandonare gli HFC e gli HFO in modo definitivo.
Il nuovo regolamento è stato pubblicato ufficialmente il 24 giugno scorso e adesso spetta ai singoli governi l’onere di trasformarlo in uno standard di sicurezza a livello regionale e nazionale, inserendolo nei codici edilizi. A questo punto non resta quindi che attendere per vedere l’evoluzione del mercato della climatizzazione nel prossimo futuro.
