Connessione: quanto siamo veloci in Italia? Situazione e previsioni
Quanto è veloce la connessione Internet in Italia? Secondo uno studio condotto dalla piattaforma di content delivery Akamai, nel primo trimestre 2017 il Bel Paese ha guadagnato 13 punti percentuali rispetto all’anno precedente, piazzandosi alla postazione globale numero 61.
Un risultato che (nonostante la crescita) soddisfa davvero poco perché, se nello Stivale la velocità media di navigazione era all’inizio dell’anno scorso di 9,2 Mbps, nella maggior parte degli altri Paesi europei (27 su 31 per l’esattezza) toccava o superava i 10 Mbps.
Sempre secondo lo studio in questione, cinque Nazioni EU si sono collocate entro le prime dieci posizioni, grazie all’utilizzo della banda larga a 25 Mbps. I paesi europei in questione (tutti tendenzialmente nordici) sono:
- la Norvegia (secondo posto);
- la Svezia (terzo posto);
- la Svizzera (quinto posto);
- la Danimarca (sesto posto);
- e la Finlandia (nono posto).
Per quanto riguarda l’Italia, invece, il 79% delle connessioni supera i 4 Mbps, il 26% supera i 10 Mbps e solo il 12% supera i 15 Mbps. Anche la connessione mobile pone lo Stivale piuttosto indietro con una velocità media di 12,4 Mbps (Regno Unito 26 Mbps e Germania 24,1 Mbps).
Considerata la situazione, nella nostra Penisola sono state adottate delle misure per potenziare le infrastrutture Internet e assicurare maggiore velocità di navigazione. Questo con l’intento di assecondare la richiesta dell’UE di raggiungere nel 2020 una copertura dell’80% a 100 Mbps.
A detta dello studio Cisco Visual Networking Index, entro l’anno 2021 sarebbe prevista nel Bel Paese una crescita del traffico web di 400 punti percentuali. A tutto questo dovrebbero poi accompagnarsi la presenza di più utenti unici e una maggiore velocità di connessione.
In merito alla velocità si dovrebbe arrivare a quota 24,3 Mbps, che consentirà di incrementare nettamente anche il traffico video (+82% – tale incremento sarà reso possibile proprio dalla crescita della velocità di trasmissione dei dati).
Visto che, di fatto, in futuro si userà la rete Internet sempre di più, l’Italia sta compiendo diverse azioni e sta facendo molti investimenti, che le permettano di colmare il divario con le altre Nazioni dell’Unione Europea.
Ma l’impegno messo deve essere costante, perché se nella maggioranza delle Nazioni industrializzate si parla già da tempo di banda ultralarga superiore ai 30 Mbps, in alcune zone dello Stivale non è ancora presente l’ADSL.
Inoltre, anche se spesso e volentieri gli operatori promettono alte velocità di connessione, nella maggior parte dei casi non rispettano quanto proposto (un esempio lampante arriva dalla fibra ottica, che in genere è veloce solo fino agli armadi stradali in cui arrivano i suoi cavi).
La velocità media è poi condizionata da fattori come la distanza dalle centraline del provider o l’effettivo quantitativo di carico sulla rete, ma per misurarla esistono strumenti e tecnologie ad hoc che garantiscono grande precisione.
Tra i principali spiccano certamente i due sistemi realizzati dall’AGCOM (Agenzia garante delle comunicazioni) Misurainternet Speed Test (sito web) e Ne.Me.Sys (software – quest’ultimo può essere adoperato a livello legale per accertare le prestazioni della linea).
Se il primo risulta essere di facile utilizzo e piuttosto immediato, il secondo è a tutti gli effetti un programma da installare nel computer, che analizza le performance della connessione per due giorni consecutivi con l’obiettivo di dare risultati affidabili.
Questa la situazione dell’Italia dal punto di vista della connessione web: una situazione da migliorare per avvicinarci ai risultati dei Paesi nordici.
