Crisi climatica: arriva l’ultimatum degli scienziati
La crisi climatica è un fenomeno globale che si sta manifestando attraverso drastici e devastanti cambiamenti a livello planetario. Tra le principali cause scatenanti, la più significativa è la massiccia concentrazione di gas serra nell’atmosfera, responsabile di una serie di eventi a cascata, che stanno portando conseguenze significative per l’ambiente, la biodiversità e la salute umana.
Un gruppo di climatologi di fama mondiale ha redatto in merito a ciò il documento Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) dove, oltre a essere discussa la situazione attuale, si invita a intervenire quanto prima per arginare i già gravissimi danni causati dalle attività umane.
L’ultima possibilità prima che sia troppo tardi
La compilazione del report ha richiesto oltre 8 anni di attività ma, grazie all’incessante lavoro svolto da più di un centinaio di esperti, oggi è possibile avere un quadro completo sull’effettivo stato della crisi climatica.
Le migliaia di pagine scritte sono tutte colme di numeri e dati che, per l’appunto, confermano l’urgenza di agire in maniera tempestiva, per sfruttare in extremis quella definita come l’ultima possibilità a disposizione del pianeta.
Secondo quanto emerge dalle ricerche, infatti, se i Paesi del mondo non si allontaneranno in tempi rapidi dai combustibili fossili, la Terra supererà la soglia critica di riscaldamento globale entro e non oltre l’anno 2030.
In aggiunta a ciò, senza delle modifiche sostanziali al modo di condurre le attività umane, le temperature medie aumenteranno di 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali già intorno alla prima metà del prossimo decennio.
A detta degli scienziati, la conseguenza di tutto questo è che si verificherà un cambiamento climatico ancora più impattante, con fenomeni (tipo le ondate di calore, la perdita dei raccolti e l’estinzione di diverse specie) sempre meno gestibili.
Tendenza molto pericolosa che (come sottolineato dal paper stesso) ha già iniziato a dimostrarsi, portando significativi danni agli ecosistemi di certe parti del globo (almeno sulla carta) per niente a rischio.
Anche se (come suggeriscono i dati dell’IPCC) le zone colpite da gravi ondate di calore, siccità o carestia crescono ogni anno e nonostante la Terra sia giunta al suo limite di tolleranza, resta comunque del tempo per provare quantomeno a migliorare la situazione.
Per gli studiosi esisterebbe infatti una finestra di opportunità ancora in grado di alleviare le conseguenze della crisi climatica ma, visto che questo spiraglio si sta rapidamente chiudendo, è imperativo approntare subito delle contromisure efficaci.
Esiste una soluzione alla crisi climatica?
Sempre secondo le conclusioni tratte dai climatologi, l’unico modo per cambiare rotta sarebbe quello di dimezzare i gas serra entro il 2030 e bloccare del tutto l’immissione di anidride carbonica entro i primi anni del 2050. Se questi due passi verranno attuati, il mondo avrà circa il 50% di possibilità di limitare il riscaldamento a 1,5°C.
I suddetti obiettivi nel concreto sarebbero raggiungibili solo se venissero dismesse subito tutte le infrastrutture basate sui combustibili fossili. Per compensare, sarebbe necessario espandere in maniera considerevole la capacità energetica derivante dall’eolico e dal fotovoltaico.
Un altro importante aspetto su cui lavorare, è quello di rendere le città più confortevoli per pedoni e ciclisti, scoraggiando la mobilità su veicoli inquinanti. Si dovrebbero poi anche ridurre gli sprechi alimentari, così che la produzione di cibi venga ridimensionata e risulti meno impattante sull’ambiente.
Certo, si parla di azioni coraggiose e ambiziose: rischi che non tutti sono convinti di voler correre, ma senza i quali il cambiamento climatico sarà totalmente irreversibile. Se si vuole davvero garantire alla popolazione mondiale un futuro vivibile e sostenibile, non c’è più tempo da perdere!
