Emotional marketing: cos’è e perché è essenziale
A detta di Bernd H. Schmitt, l’emotional marketing rappresenta quell’insieme di azioni che permettono di dare al cliente un’esperienza incredibile, superando le sue aspettative e anticipando le sue richieste: l’obiettivo primario è quello di far raggiungere al consumatore il massimo livello di soddisfazione possibile.
Certo il marketing emozionale prolifera anche grazie agli svariati dispositivi multimediali presenti in circolazione, ma affinché lo stesso funzioni davvero è necessario che risulti autentico e onesto. Inoltre, sempre per il raggiungimento dello stesso scopo, bisogna che i marketer comprendano appieno il pubblico e l’identità del marchio, così da poter adottare il giusto approccio.
Dato che, oggigiorno, le persone possiedono tutto ciò di cui hanno bisogno, se i venditori vogliono spingere i consumatori all’acquisto devono stimolare il loro desiderio di possesso. E visto che i produttori tendono a proporre articoli più o meno simili, l’unico modo per venderli è quello di invogliare gli acquirenti puntando sul fattore emotivo.
Sempre a detta di Schmitt, le leve irrazionali dell’acquisto possono essere gestite offrendo a chi compra almeno una delle cinque esperienze riportate di seguito:
- esperienze sensoriali (l’obiettivo è stimolare vista, udito, olfatto e tatto);
- esperienze emozionali (coinvolgono i sentimenti e spingono a provare orgoglio per quanto comprato);
- esperienze creativo-cognitive (portano il cliente a interagire con la merce acquistata);
- esperienze di azione (riguardano la fisicità e mirano a far diventare più intenso lo stile di vita delle persone);
- esperienze razionali (ambiscono a relazionare gli individui, facendoli sentire parte di un gruppo).
Per meglio capire come sfruttare l’emotional marketing, prendiamo l’esempio di Nike, che ha il pregio di poter dare cinque importanti lezioni. La prima riguarda la capacità di presentare un prodotto raccontando una storia. La seconda riguarda la scelta di testimonial amati dal pubblico e sempre proiettati alla vittoria.
La terza riguarda la disponibilità a mettere il marchio in secondo piano rispetto all’atleta e allo sport (infatti il logo compare molto spesso solo alla fine degli spot pubblicitari). La quarta riguarda la scelta di tonalità affini alla disciplina sportiva trattata. Mentre la quinta riguarda l’emozione trasmessa a un pubblico sempre coinvolto il più possibile.
Fatto questo breve preambolo sull’argomento, passiamo adesso alla descrizione di alcuni approcci al marketing emozionale, che possono trasformare i consumatori occasionali in fan fidelizzati di un certo brand: strategie efficaci da mettere in pratica per ottenere risultati molto più che soddisfacenti in poco tempo!
1- Ispirazione
Riuscire ad ispirare la clientela, associando il proprio marchio a un modello di comportamento in cui le persone credono, porta le stesse a fidarsi del prodotto proposto.
2- Aspirazione
Fare associare la realtà commerciale gestita alle aspirazioni del pubblico, spinge questo ad avvicinarsi e ad apprezzare maggiormente l’operato aziendale.
3- Espressione di amore e umanità
Diventare un brand che punta a dare supporto, a migliorare qualcosa o a difendere qualcuno, aiuta molto anche le attività meno conosciute a essere apprezzate dai consumatori.
4- Tappe importanti
Gli anniversari che ripercorrono le tappe importanti di un’impresa possono rivelarsi fondamentali per avvicinare o riavvicinare il pubblico alla società gestita.
5- Aspetto geografico
Associare un’azienda al proprio luogo di provenienza-appartenenza, stimola le persone del posto a essere più disponibili nei confronti della stessa.
Questo tutto ciò che riguarda l’emotional marketing: una serie di strategie da mettere in atto per garantire ai consumatori delle esperienze memorabili.
