F-Gas: verso una revisione dei regolamenti
Gli F-Gas (o gas fluorurati) sono una delle maggiori cause dell’effetto serra del pianeta. Ridurne le emissioni è fra gli obiettivi che la Commissione Europea sta cercando di raggiungere da diversi anni, tramite apposite normative.
Il regolamento sugli F-Gas che ne delinea l’uso, le modalità di recupero e la distribuzione, subirà a breve una revisione. Ciò si rende necessario a causa della situazione ormai disperata, in cui versa l’atmosfera terrestre (pregna di agenti inquinanti, che stanno determinando catastrofici cambiamenti climatici).
La revisione del regolamento: i punti chiave
Zerosottozero, il noto portale dedicato al mondo della refrigerazione, ha pubblicato un interessante articolo (consultabile a questo link), in cui mette in evidenza i nuovi obiettivi che si intendono raggiungere con la revisione del regolamento sugli F-Gas, attualmente in discussione alla Commissione Europea.
Il panorama mondiale è cambiato tantissimo rispetto al 2012 (anno del primo regolamento), il che impone un aggiornamento degli obiettivi capace di considerare le nuove variabili. A dirlo è Bente Tranholm-Schwarz, Deputy Head of Unit, della Commissione europea, DG Clima.
L’idea è quella di raggiungere un Green Deal sempre più marcato, che porti alla decarbonizzazione dell’economia europea entro il 2050. La rimozione degli F-Gas, dunque, sarà ancora più mirata e inflessibile, così da assicurare una riduzione degli agenti inquinanti immessi nell’atmosfera, nel minor tempo possibile.
Per rendere sensata ed efficace la revisione del regolamento sugli F-Gas, si dovranno considerare i seguenti aspetti fondamentali:
- uno dei principali obiettivi è quello di ridurre le emissioni entro il 2030, portandole a un 50-55% (invece del 40% previsto dall’attuale regolamento). Impresa indubbiamente difficile, ma raggiungibile grazie alla stretta collaborazione tra tutti i settori dell’industria;
- durante l’aggiornamento delle regole, vanno tenuti presenti i nuovi studi scientifici che hanno analizzato l’impatto delle molecole di F-Gas sull’atmosfera e l’emendamento di Kigali che non esisteva nel 2012;
- la normativa deve essere rielaborata sulla base delle nuove tecnologie di refrigerazione sviluppatesi negli ultimi anni. Nello specifico, è bene osservare le più recenti molecole sintetiche create in laboratorio e l’ampliamento geografico che le suddette applicazioni tecnologiche hanno permesso di raggiungere.
Da quanto detto, si può facilmente capire come tali aspetti possano incidere sul regolamento. La Commissione ha quindi deciso di prendersi il tempo necessario per elaborare normative efficienti e concretamente attuabili, riservandosi di presentarle entro la fine del 2021.
Acquisti oculati nel prossimo futuro
La notizia della revisione del regolamento sugli F-Gas porta con sé molti dubbi e incertezze. La prospettiva (sia per privati che per aziende) è quella di ritrovarsi con sistemi di refrigerazione non a norma. Investire in tali tecnologie durante questo momento storico richiede quindi un po’ di lungimiranza.
Prima di procedere con l’acquisto, è consigliabile valutare tutti i rischi e le incognite. Se si deve necessariamente comprare un sistema di refrigerazione (o dispositivi che ne fanno uso), conviene puntare sulle nuove tecnologie (meno a rischio di subire gli effetti della revisione del regolamento).
Bisogna inoltre fare particolare attenzione al tipo di F-Gas utilizzato. I più comuni potrebbero subire un’ulteriore stretta, rendendone l’approvvigionamento complesso e non più conveniente. Un consiglio utile è quello di puntare quanto più possibile su soluzioni caratterizzate da un ridotto impatto ambientale, legislativo ed economico.
