Fake news: come difendersi e contrastarle
Le cosiddette fake news, dette anche bufale, sono notizie false che, fino a qualche anno fa, venivano condivise in totale buona fede da persone senza strumenti culturali sufficienti, che si trovavano ad avere a disposizione un mezzo di comunicazione estremamente efficace quale è internet.
Lo scenario attuale le vede invece al centro di un vero e proprio business. Tra i casi più eclatanti rientra quello delle notevoli somme incassate grazie a inserzioni su motori di ricerca e Social Network da parte dei titolari di siti dal nome simile a quello di note testate giornalistiche (p.e. Il Fatto Quotidaino e Il Giomale). I loro contenuti fake non hanno ingannato solo utenti inesperti (e ignari del ritorno economico che ogni condivisione ha avuto per i creatori dei portali), ma anche politici e giornalisti.
In questo scenario hanno delle colpe innegabili i social in particolare. Quando incorpora una fonte esterna, essi rimuovono infatti qualsiasi segno grafico distintivo, rendendola uguale a tutte le altre. In questo modo, i lettori sono molto più propensi a cadere negli equivoci.
Per contrastare il problema, è innanzitutto necessario diffondere una consapevolezza specifica e far capire che la fake news non è una semplice bufala, ma il tassello di un piano di disinformazione studiato per portare profitti a determinati inserzionisti e, in alcuni casi, per spostare opinioni e scelte commerciali. Alcuni suggeriscono addirittura di non utilizzare più il termine “bufala”, considerato fuorviante e in grado di sminuire la portata del fenomeno.
Come combattere le notizie false
Per combattere le fake news bisogna prima di tutto controllare la fonte. Se si hanno dei dubbi in merito alla registrazione di un sito tra le testate nazionali, basta dare un’occhiata in calce alla home page. Qui, se il portale è una testata giornalistica regolamentata, sono presenti informazioni come la data di registrazione al tribunale, la Partita IVA e il nome del direttore responsabile. Importante è ovviamente leggere la notizia e diffidare in caso di presenza di generalizzazioni od omissioni (p.e. mancanza di riferimenti bibliografici associati a uno studio clinico).
Un aiuto importante contro le bufale su internet arriva dai browser, che spesso mettono a disposizione un’estensione utile per ricercare la data effettiva della pubblicazione di una foto indagando in maniera incrociata le informazioni dei motori di ricerca. Se si scopre che l’immagine è stata pubblicata online in una data precedente a quella dell’evento descritto nella notizia, è molto probabile che si abbia a che fare con una bufala.
I professionisti che le smascherano, tecnicamente conosciuti come debunker, suggeriscono anche di controllare le fonti della notizia quando vengono indicate. Se sono presenti link, è quindi opportuno cliccarci su e vedere dove portano. Molto spesso, infatti, la fonte dell’articolo è un sito di natura satirica. In altri casi, invece, è una testata autorevole i cui contenuti sono stati modificati per stravolgerne il significato.
Un altro trucco utile consiste nel verificare le dichiarazioni virgolettate che appaiono particolarmente esagerate. In questo caso, è sufficiente copincollarle sui motori di ricerca, così da controllare se sono state riportate da altre fonti autorevoli. Ci si può così accorgere che si tratta di fake news già smascherate da siti dedicati in maniera specifica al debunking delle bufale.
Lo stesso approccio andrebbe adottato con i contenuti visuali. Grazie all’aiuto di alcuni lettori, è stato possibile in diversi casi classificare come fake news diversi articoli e scoprire che le foto pubblicate dai giornali appartenevano a individui completamente estranei alla notizia riportata.
