Fatturazione Elettronica: ultimi aggiornamenti e come districarsi
La fatturazione elettronica è stata introdotta con la Manovra Finanziaria del 2018 ed è entrata effettivamente in vigore a luglio del medesimo anno. La principale novità che l’ha contraddistinta è stato l’obbligo anche per i privati di emettere la fattura in formato digitale.
Si tratta di un obbligo esteso a tutte le fatture che rientrano nel modello Business to Business (B2B), fra imprese e privati, comprendendo nell’insieme anche liberi professionisti e artigiani (rimangono tuttavia esclusi coloro che si avvalgono del “regime di vantaggio” o attività dal reddito molto basso).
Come si fa la fatturazione elettronica
Emettere la fatturazione elettronica è abbastanza semplice, grazie anche ai numerosi servizi gratuiti messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Tutto quello che deve fare l’imprenditore è realizzare la fattura in formato XML (eXtensible Markup Language), tramite un apposito software scaricabile gratuitamente sul pc dal sito dell’Agenzia stessa.
Il file così realizzato deve poi essere inviato al Sistema di Interscambio entro 12 giorni dall’operazione commerciale, compilato in ogni suo campo (è possibile fare tutto ciò sia dal sito dell’Agenzia ma anche dal software sopra citato).
È necessario fare particolare attenzione al campo “Codice Destinatario”, che identifica l’intestatario della fattura. È infatti attraverso questo codice identificativo che il SdI provvede poi a recapitare il documento al committente.
La trasmissione può avvenire, oltre che tramite i web services sopra citati, anche attraverso il trasferimento FTP (perfetto per chi deve trasferire più fatture di dimensioni consistenti contemporaneamente) oppure impiegando la posta elettronica certificata PEC (in questo caso invece del “codice destinatario” dovrà essere compilato il campo “PEC Destinatario”).
Molti imprenditori sembrano prediligere l’iscrizione al Sistema di Interscambio, che semplifica notevolmente l’emissione della fatturazione elettronica. La registrazione è completamente gratuita e permette di saltare la compilazione dei campi riservati al destinatario, poiché il SdI provvederà automaticamente all’invio della fattura basandosi sulla partita IVA di destinazione.
Il SdI, fra i diversi servizi che mette a disposizione, offre anche la possibilità di consultare le fatture inviate o ricevute, fino al 31 Dicembre dell’anno successivo rispetto alla ricezione del file. Con un accordo di servizio che è possibile richiedere direttamente all’Agenzia delle Entrate, è inoltre garantita la conservazione gratuita delle suddette.
Alcuni aggiornamenti per la fatturazione elettronica
Il primo Luglio 2019 sono scaduti ufficialmente i sei mesi di moratoria concessi dal Governo agli imprenditori per prendere dimestichezza con il nuovo metodo di fatturazione digitale. In quella data sono stati rilasciati altresì alcuni aggiornamenti alla direttiva originale che verranno qui riportati.
Il primo riguarda il termine di invio per la fatturazione elettronica al SdI. In origine il massimale dei giorni era settato a dieci dal momento della conclusione dell’accordo commerciale, mentre con la nuova normativa vengono concessi dodici giorni.
Un’altra importante novità è quella che riguarda l’obbligo per i commercianti che superano i 400 mila euro annui di emettere lo scontrino digitale. La volontà del Legislatore è quella di monitorare in maniera capillare la movimentazione del denaro, in modo da combattere efficientemente il problema dell’evasione fiscale.
Fatturazione elettronica verso clienti esteri
L’introduzione dell’obbligo di emissione della fatturazione elettronica fa riferimento ai soggetti con partita IVA che risiedono o si sono stabiliti in Italia e riguarda solo le operazioni che avvengono fra aziende e privati all’interno dei confini del Paese.
Nel caso di rapporti commerciali con Paesi esteri (siano essi comunitari o extracomunitari), non vi è alcun obbligo di emettere la fatturazione elettronica (poiché viene a mancare un effettivo codice destinatario valido). Agli imprenditori vengono quindi date due opzioni:
- emettere la fatturazione elettronica verso il SdI, specificando un codice destinatario convenzionale e provvedendo poi ad inviare una fattura con metodi tradizionali al committente estero;
- inviare mensilmente i dati di tutte le fatture emesse o ricevute all’Agenzia delle Entrate con metodi tradizionali.
