Fondi Risparmiati con il Covid: come investirli nella trasformazione digitale?
I fondi risparmiati da buona parte delle aziende durante la pandemia di Covid-19 possono costituire una fonte di investimento, utile per adeguarsi dal punto di vista produttivo a situazioni tipo i lockdown forzati o il rallentamento della produzione.
Un recente sondaggio ha evidenziato come nel 56% dei casi gli executive intervistati abbiano espresso la volontà di utilizzare tali risparmi per agevolare la trasformazione digitale della propria impresa: un obiettivo ammirabile che sottolinea l’importanza di passare all’industria 4.0.
Cambiamenti tangibili nel lavoro post pandemia
Il Covid-19 ha cambiato le vite di tutti, in primis per quanto concerne il modo di lavorare delle aziende (a prescindere dal settore di appartenenza). In molti casi è stata necessaria una completa revisione dei metodi operativi, al fine di includere lo smart working e altre soluzioni similari.
La flessibilità nella risposta alle nuove esigenze non è stata uniforme da parte di tutte le realtà, complici anche fattori quali diverse tipologie di impresa, restrizioni normative a livello geografico o difficoltà nella gestione del personale e delle risorse da remoto (quest’ultimo punto rappresenta per molti una vera e propria barriera al progresso).
Tuttavia, l’87% degli intervistati ha affermato che i cambiamenti imposti dalla situazione straordinaria hanno portato degli effettivi miglioramenti. Nonostante le complicazioni iniziali, sono tante le aziende che alla fine sono riuscite a sviluppare nuovi modelli di lavoro, molto più inclusivi e dipendenti dalla digitalizzazione.
Naturalmente c’è ancora parecchio da fare per rendere effettivi e permanenti questi cambiamenti (come dichiarato dal 61% degli intervistati), però la volontà di passare a workflow orientati al digitale è forte. Reinvestire i fondi risparmiati durante le prime fasi della pandemia, accelerando la trasformazione digitale, è dunque un’ottima soluzione per far crescere e maturare le imprese.
Dove conviene investire i fondi risparmiati?
In molte realtà aziendali, uno dei nodi più difficili da sciogliere per passare all’industria 4.0 è il lavoro da remoto. In particolare nei business di tipo manifatturiero tale sfida diventa ardua, a causa delle preoccupazioni scaturite da fattori tipo l’efficienza dell’erogazione dei servizi e i possibili ritardi nella consegna dei prodotti.
Timori concreti dettati da un modo di lavorare completamente nuovo e per tanti ancora inesplorato. Tuttora, sono diverse le aziende che si affidano a workflow offline (come confessato da circa il 94% degli intervistati), incapaci di trovare il giusto equilibrio per abbracciare la digital transformation (e il Covid-19 ha reso questa realtà ancora più evidente).
È però interessante notare come anche in questo ambito buona parte dei partecipanti al sondaggio abbia sottolineato i benefici dello smart working, con oltre il 48% degli stessi che ha riportato un miglioramento nell’equilibrio fra la propria vita lavorativa e quella privata.
Il modo migliore per investire i fondi risparmiati negli scorsi mesi dovrebbe certo riguardare l’adeguamento delle infrastrutture aziendali, affinché agevolino il workflow da remoto. Se l’intento è quello di rimanere competitivi, servono interventi mirati e soluzioni ancora più orientate al digitale.
Il cambiamento spaventa, soprattutto in una situazione economica mondiale ancora così precaria e instabile, tuttavia è adesso il momento migliore per agire, altrimenti si rischia di rimanere indietro rispetto alla concorrenza.
La ripartenza post pandemia richiede grande impegno e comprensione dei benefici rappresentati dal passaggio al digitale. È cruciale fare tesoro delle lezioni apprese durante i mesi passati in lockdown forzato, per poter intervenire sugli aspetti fondamentali della gestione aziendale e rispondere in maniera più efficiente alle esigenze dei clienti.
