Formazione con realtà virtuale per gli ingegneri del freddo
Ormai da diverso tempo, alcuni settori hanno integrato la formazione con realtà virtuale nei propri percorsi didattici, così da aiutare gli studenti a meglio comprendere le dinamiche degli ambiti professionali scelti: già largamente utilizzata nell’aeronautica per l’addestramento dei piloti, essa si sta via via diffondendo, iniziando a trovare sempre più spazio anche in ampi contesti tipo quello del freddo.
Proprio in merito a ciò, è partito di recente un programma destinato agli ingegneri dell’HVAC, il cui obiettivo principale è di metterli nella condizione di eseguire simulazioni di interventi su impianti di refrigerazione industriale, senza alcun rischio. Iniziativa di enorme valore, che potrebbe determinare un cambiamento radicale nel modo di apprendere un mestiere tanto complesso come quello in questione.
Gli attuali limiti del mondo didattico
Studiare per acquisire le numerose e complicate competenze richieste a un ingegnere del freddo non è per niente semplice, poiché, oltre al fatto che gli argomenti trattati sono nella maggior parte dei casi di difficile assimilazione, si deve poi aggiungere un’ulteriore problematica legata alla capacità del singolo di colmare il divario tra teoria e pratica.
Nessun istituto superiore e nessuna università hanno la possibilità di mettere a disposizione dei propri iscritti degli strumenti con cui esercitarsi a dovere: i grossi impianti si trovano infatti principalmente nelle grandi industrie e i pochissimi visitabili dalle scolaresche non sono certo progettati a scopo didattico.
Ad oggi, pertanto, i neo ingegneri escono dall’iter accademico senza aver mai messo mano su un vero sistema per la refrigerazione o il condizionamento. Anche se (per alcuni) gli stage presso realtà già avviate aiutano a colmare tale lacuna, la pratica fatta dai nuovi laureati risulta comunque troppo misera.
La proposta di una formazione con la realtà virtuale funge quindi, pure per questo ambito, da autentica evoluzione del modo di plasmare i lavoratori del domani. Con i giusti strumenti sarà dunque possibile apprendere buona parte delle nozioni acquisibili solo sul campo, senza mettere a rischio l’integrità di costosi sistemi industriali o la salute degli studenti stessi.
La Spagna è pioniera nella formazione con realtà virtuale
Parlando nello specifico del settore HVAC, è interessante scoprire come la Spagna sia stata la prima nazione a pensare di integrare la formazione con realtà virtuale nelle scuole per giovani ingegneri: una proposta all’avanguardia, nata dalla collaborazione tra AEFYT (l’associazione del freddo iberica), alcune aziende di settore e il Ministero dell’Istruzione e della Formazione spagnolo.
Il progetto è stato avviato nel 2019 con lo scopo di realizzare il primo sistema di realtà virtuale (VR) incentrato sulla formazione di studenti e professionisti della refrigerazione. Esso avrà l’importante funzione di fornire nozioni basilari, per eseguire interventi tecnici di vario genere su diversi tipi di impianti ad ammoniaca (con la possibilità di integrarne altri nel prossimo futuro).
Di buono c’è che le potenzialità dell’iniziativa non si limitano ai primi cicli di apprendimento, ma possono essere espanse per supportare le aziende nella formazione del personale. In questo modo sarà per esempio possibile aiutare i professionisti a familiarizzare con gli impianti di nuova generazione o dare loro modo di esplorare e realizzare soluzioni su misura per clienti specifici.
Il fatto che lo strumento in questione abbia poi innumerevoli possibilità applicative, lo rende un qualcosa di destinato in futuro a giocare ruoli del tutto centrali nel settore del freddo. Inoltre, come confermato dall’ente responsabile dello sviluppo del software, tutti potranno usufruirne liberamente, spendendo solo per la sua componentistica hardware (computer e visori VR).
