Protocollo HTTP/3: cosa cambia?
Con la sigla HTTP3 ci si riferisce alla terza versione dello standard HTTP, il protocollo di comunicazione alla base dello scambio di dati su internet. Questo nuovo upgrade, arrivato dopo diversi anni dalla versione 2 (già piuttosto ricca di novità), è attivo e in fase di testing su alcuni siti di una certa levatura.
Ci sono inoltre alcuni browser (come Google Canary e la versione per developer di Mozilla, Nightly) che permettono di abilitare questo tipo di protocollo di navigazione semplicemente attivando un’opzione all’interno dei settaggi.
Perché cambia il modo di navigare con HTTP3?
Negli anni ‘80, quando l’Hypertext Transfer Protocol (HTTP) ha visto la luce, si stava compiendo una vera e propria rivoluzione nel modo di comunicare. La sua implementazione effettiva per regolare lo scambio di dati via internet è del 1996 e un aggiornamento alla 1.1 è arrivato nel 1999.
Inizialmente la base della comunicazione di tipo server-client era affidata al protocollo TCP/IP, che inviava pacchetti e richieste al server singolarmente (uno alla volta). L’arrivo dell’upgrade ad HTTP/2 nel 2015 ha rivoluzionato questo aspetto, abilitando la possibilità di effettuare operazioni in parallelo, che velocizzavano notevolmente l’invio e la ricezione dei dati.
Tuttavia la tecnologia della versione 2 si basava ancora sul TCP, che offriva indubbiamente molta sicurezza (grazie a controlli costanti su ogni fase della comunicazione), ma che non permetteva di soddisfare il bisogno di velocità nei tempi di risposta richiesti dagli utenti.
HTTP3 nasce con lo scopo di modernizzare i protocolli di trasmissione, sostituendo il TCP con il QUIC: un nuovo protocollo sviluppato da Google e capace di offrire grandi prestazioni, senza dover rinunciare alla sicurezza.
Cos’è QUIC e quali vantaggi offre?
Google lavora da parecchio tempo su un nuovo protocollo di comunicazione, che fonde insieme gli aspetti positivi del TCP e dell’UDP. Nasce così QUIC (Quick UDP Internet Connection), che riesce a sfruttare le interazioni veloci fra server e client tipiche dell’UDP, aggiungendo gli importanti controlli sulla sicurezza dei pacchetti offerti dal TCP.
Sono già in atto da qualche anno i test di efficienza del QUIC su prodotti Google, tipo YouTube, Gmail, Google Chrome e Google Search. I risultati sono stati così positivi da arrivare a destare l’interesse di colossi come Facebook (che sta attualmente conducendo test concreti sull’HTTP3), Apple e molti altri.
Quando arriverà l’HTTP3 in maniera stabile
Nonostante le fasi di testing siano già ben avviate e stiano dando risultati incoraggianti, la standardizzazione dell’HTTP3 è ancora oggetto di discussione. L’Internet Engineering Task Force (conosciuto con l’acronimo IETF) è l’ente che si occupa di stilare le regole che i protocolli di comunicazione devono seguire a livello globale.
Nella versione di QUIC attualmente esaminata da IETF (che diventerà poi quella ufficiale con HTTP3) ci sono alcune differenze sostanziali rispetto a quella utilizzata da Google nei suoi applicativi. In particolare per quanto riguarda la crittografia dei dati, l’ente ha stabilito l’uso del TLS 1.3, che aumenta la velocità del protocollo stesso.
Si discute anche della necessità di ottimizzare le prestazioni di HTTP3, per il maggior carico di lavoro richiesto da QUIC rispetto allo standard TCP. Inoltre, si rendono necessarie patch e modifiche che aiutino i sistemi più obsoleti a gestire in maniera accettabile le risorse, senza obbligare l’utente a forzati upgrade hardware.
La strada per giungere a una vera e propria standardizzazione, dunque, sembra essere ancora lunga. Le premesse sono tuttavia ottime e con la collaborazione sempre più concreta di altri colossi del web, l’HTTP3 non tarderà a vedere la luce in maniera ufficiale.
