IA & blog: quando l’intelligenza artificiale crea contenuti
In un contesto che vede il giornalismo tradizionale e la carta stampata interessati da una crisi che non accenna a scemare, l’IA è sempre più utilizzata nelle redazioni. Si parla nello specifico di piattaforme che aiutano i giornalisti a redigere più velocemente news e comunicati su diversi argomenti.
Il loro utilizzo fa ormai parte della norma soprattutto in ambito anglosassone, con testate che richiedono il contributo di tecnologie automatizzate per circa un terzo dei contenuti pubblicati. Il funzionamento dei programmi di intelligenza artificale utilizzati nel mondo del giornalismo cambia a seconda delle esigenze della redazione.
Le testate che si occupano di tematiche economiche utilizzano per esempio programmi in grado di analizzare rapporti finanziari in pochi secondi e di generare a partire da essi un articolo con tutti i dati più rilevanti in evidenza.
Altri programmi, per ora in fase di testing, potrebbero essere in grado di fornire ai giornalisti bozze di articoli, per non parlare dell’aiuto nella gestione di rubriche sportive. Grazie al loro ausilio, i giornalisti potranno avere sempre più tempo per dedicarsi a mansioni importanti, lasciando all’IA la gestione delle notizie di minor rilevanza.
IA e geo-targeting
La linea editoriale di diverse testate anglosassoni è sempre più orientata verso lo sviluppo di topic locali, con conseguente approfondimento sulle problematiche regionali e con lo scopo di coinvolgere maggiormente il pubblico. Alle AI viene quindi demandato il trattamento delle tematiche nazionali e internazionali. La pratica in questione, non certo nuova, è conosciuta con il nome di geo-targeting.
Le redazioni che la adottano hanno impostato i programmi di IA in modo da renderli capaci di segnalare eventi rilevanti sulla base del suddetto schema. In tal modo, i giornalisti hanno la possibilità di scegliere se dedicarsi alla scrittura di un articolo o se delegarne la redazione al software.
Nel corso di alcuni eventi sportivi internazionali, i programmi di intelligenza artificiale sono stati impostati in modo da segnalare i vari record raggiunti dagli atleti e da fornire ai redattori materiale utile alla preparazione di approfondimenti.
Intelligenza artificiale nel giornalismo: la necessità dell‘interazione con gli umani e le prospettive per il futuro
L’introduzione dell‘Intelligenza Artificale nel mondo del giornalismo ha velocizzato notevolmente il lavoro dei professionisti delle redazioni, ma non ha certo messo in secondo piano il loro ruolo. Affinché le IA preparino degli articoli di qualità, è infatti necessario che i singoli giornalisti introducano personalmente i dati necessari alla realizzazione del pezzo. In alcuni casi può essere utile la redazione di un articolo di riferimento che consenta al software di avere una base per la realizzazione di futuri contenuti.
Per il futuro si prospetta un’interconnessione sempre più intensa tra Intelligenza Artificiale e mondo del giornalismo. Alcuni operatori del settore auspicano un salto di qualità per le piattaforme e la possibilità di utilizzarle non solo per la redazione di articoli, ma anche per il reperimento di prove necessarie a convalidare la tesi di un’inchiesta.
Tra i futuri sviluppi dell’AI nel mondo del giornalismo potrebbe esserci anche lo sviluppo dei programmi in grado di valutare un articolo e di scovare una fake news. Nel tempo si rivelerà fondamentale la responsabilizzazione dei programmatori che, nel corso del loro lavoro, dovranno evitare qualsiasi forma di distorsione messa in atto in malafede e l’introduzione di elementi di controllo sugli algoritmi.
Secondo gli esperti di etica dell‘informazione, la responsabilità dovrebbe però coinvolgere anche gli editori, che sarebbero chiamati in causa per vagliare l’integrità dei software di Intelligenza Artificale utilizzati nelle redazioni da loro dirette.
