Come l’IA migliora il fisco e la fatturazione
L’applicazione di IA a fisco e fatturazione sta dando interessanti risultati. Si è finalmente giunti alla creazione di un sistema, in grado di simulare in parallelo migliaia di realtà economiche e capace di generare soluzioni ottimizzate, per ottenere il minor impatto sociale possibile.
Tali risposte possono anche essere sfruttate nella vita quotidiana, al fine di aiutare governi, istituzioni ed economisti a pianificare politiche fiscali più eque, che tengano conto dei bisogni di tutti. L’obiettivo ultimo di questo esperimento è raggiungere l’uguaglianza economica.
Reinforcement Learning: così l’IA assiste gli economisti
Nonostante la sperimentazione per bilanciare tasse e sussidi possa risultare particolarmente complessa, grazie al Reinforcement Learning (il principio di funzionamento su cui l’IA per fisco e fatturazione si basa), gli esperti hanno la possibilità di testare soluzioni in tempi brevi e trovare il giusto bilanciamento fra i vari strumenti economici.
L’intelligenza artificiale ricrea situazioni verosimili, partendo da dati reali della storia economica. Tutto ciò serve per identificare le imposte ottimali, che consentano di raggiungere uno specifico obiettivo socio-economico.
La simulazione tramite IA apre nuove frontiere agli economisti di tutto il mondo. Ora è possibile valutare le probabili ripercussioni di cambiamenti e aggiustamenti (anche minimi) alle varie politiche economiche, senza scatenare una crisi globale.
Il Reinforcement Learning è uno strumento potente, destinato a facilitare ai governi il compito di trovare per i cittadini un compromesso fra uguaglianza economica e produttività. Attraverso questo sistema si potranno ridurre progressivamente le disuguaglianze e ridistribuire la ricchezza in maniera più oculata.
Come funziona la simulazione nel dettaglio
Il programma pensato per generare risposte plausibili su come ottenere il perfetto bilanciamento economico, è una vera e propria simulazione dei comportamenti umani. Al suo interno, infatti, esistono una serie di agenti di intelligenza artificiale, che emulano le ipotetiche scelte di persone reali.
Ognuno dei suddetti agenti guadagna denaro tramite lo scambio di risorse o la costruzione di abitazioni, con l’obiettivo finale di massimizzare i propri introiti (o la felicità). Per raggiungere tale risultato, gli agenti continuano a variare autonomamente i propri comportamenti durante le vendite e le fasi di costruzione. Cosi facendo “imparano” a ricercare la soluzione migliore per ottenere maggiori benefici.
Tali scelte vengono analizzate e applicate su una scala più ampia, dando modo all’IA per fisco e fatturazione di ottimizzare tasse e sussidi, allo scopo di promuovere obiettivi globali. I complessi modelli generati sono in grado di prevedere la reazione delle persone all’introduzione di una nuova tassa e permettono di tenere conto di numerose variabili aggiuntive (come la questione ambientale).
I dati degli esperimenti con l’IA
Stando ai primi esperimenti effettuati con l’IA per fisco e fatturazione, si può notare come essa sia in grado di portare un miglioramento del 16% nel bilanciamento fra uguaglianza e produttività. Un risultato incoraggiante e più vantaggioso della formula fiscale Saez (sistema attualmente molto utilizzato), delle aliquote federali statunitensi e del libero mercato.
L’intelligenza artificiale ha inoltre proposto schemi fiscali su misura in base al reddito dei cittadini. Quello che ha convinto maggiormente prevede aliquote fiscali più alte per redditi medio-alti, così da generare sussidi più elevati a sostegno dei redditi bassi.
Interessante è poi il comportamento registrato da alcuni agenti di intelligenza artificiale, che hanno cercato di ottimizzare i propri introiti in una situazione economica instabile. Tali azioni trovano riscontro anche nella vita vera e causano (molto spesso) una marcata disparità economica. La possibilità di prevedere i suddetti comportamenti, dà modo alle istituzioni di intervenire con soluzioni preventive e preparate ad hoc per arginarli.
