IA ed evoluzione: il software che scrive articoli (e libri)
Il software che scrive articoli (e libri in futuro) si evolve con rapidità impressionante. Certo, non possiede ancora la fantasia e la creatività di un essere umano, ma grazie ai progressi dell’intelligenza artificiale si sta perfezionando moltissimo.
Già diversi testi che oggi si trovano online sono proprio scritti da robot: anche se, per adesso, tale tecnologia è riservata a contenuti dalla varietà limitata, come la finanza, il meteo e lo sport, presto potrebbe espandersi in altri ambiti.
Scrittura di pezzi basata su database e qualità effettiva
Il funzionamento del software che scrive articoli è concettualmente piuttosto semplice. Il programma si collega a una banca dati, da cui reperisce le informazioni più importanti da inserire nel pezzo. Attraverso l’uso di appositi algoritmi, riesce poi a elaborare frasi semplici e di senso compiuto.
L’impiego dell’intelligenza artificiale garantisce che il linguaggio utilizzato sia naturale, così da rendere il testo scorrevole e praticamente indistinguibile dallo stile di scrittura di un giornalista umano. A testimonianza di ciò vi è un interessante studio condotto di recente negli Stati Uniti.
Lo scopo dell’esperimento era quello di dimostrare la qualità degli articoli generati dai robot. La prova ha coinvolto un gruppo di persone, alle quali è stato chiesto di esaminare alcuni testi scritti dall’intelligenza artificiale e altri redatti da esseri umani (senza che sapessero chi fossero gli effettivi autori).
I risultati sono stati notevoli, perché i lettori non sono assolutamente riusciti a capire quali fossero i testi creati dall’IA. In aggiunta a ciò, il software in questione ha anche passato il famoso test di Turing, che ha lo scopo di misurare l’effettivo grado di intelligenza di un computer o, in questo caso, di un programma.
I limiti del software che scrive articoli
Il futuro del software che scrive articoli sembra essere piuttosto roseo: la continua evoluzione tecnologica dovrebbe, infatti, portare un incremento della complessità degli algoritmi per la scrittura e un ampliamento del numero di argomenti trattabili dal programma.
Attualmente, però, ci si deve accontentare di pezzi di buona qualità, limitati ad ambiti in cui le tematiche rimangono pressoché costanti. Nonostante le premesse siano ottimali, è dunque ancora presto per sperare in un libro scritto interamente dall’intelligenza artificiale.
Qualcuno poi teme che un giorno questo tipo di software possa addirittura rimpiazzare i professionisti del settore, ma un timore del genere (almeno per ora) è privo di qualsiasi fondamento logico.
Con le attuali tecnologie, riprodurre un tratto complesso come la creatività umana è quasi impossibile, poiché essa è frutto di esperienze di vita vissuta, dell’apprendimento e dell’innata capacità di immaginare (tutte cose che, ad oggi, non si possono insegnare a un computer).
I vantaggi della scrittura robot
Ricorrere a programmi di scrittura automatizzata presenta diversi vantaggi, soprattutto nei settori in cui vi è una certa ciclicità degli argomenti. La stesura di tali articoli, infatti, è spesso affidata ai giornalisti in erba, perché si tratta di un tipo di scrittura ripetitiva e non troppo complessa. Delegare l’onere di redigere i pezzi più noiosi ai bot, lascia quindi spazio agli scrittori in carne e ossa per lavorare su tematiche più stimolanti.
Un altro punto a favore dei suddetti applicativi, è il fatto che possano scrivere testi già ottimizzati per i motori di ricerca (ottimizzazione SEO). In particolare una SEO semantica (che piace tanto ai recenti algoritmi dei più noti search engine), capace di coinvolgere gli utenti durante la lettura.
Va tuttavia precisato che la pubblicazione di contenuti generati automaticamente non è vista di buon occhio dai motori di ricerca, poiché il loro obiettivo è quello di valorizzare l’esperienza dell’utente. In questo momento, però, non esistono contromisure efficaci che permettano l’individuazione di testi scritti da un software.
