Vita di un influencer: genealogia e fenomenologia
L’influencer è una persona che può vantare un certo prestigio sui social network e che è in grado di “influenzare” le scelte dei propri follower, tramite particolari abilità di comunicazione. Non tutti posseggono queste capacità e il mercato comincia a essere ormai saturo, ma chi riesce a emergere può arrivare a guadagnare cifre da capogiro.
Le aziende hanno compreso le potenzialità pubblicitarie di queste figure già da qualche tempo, per questo hanno avviato collaborazioni (spesso multi milionarie) con personaggi di spicco del panorama web.
Come nasce un influencer
Il web è stato, ed è tutt’ora, terreno fertile per questa nuova professione. Se prima i ragazzini sognavano di diventare astronauti, calciatori o pompieri, ora vogliono avere successo su internet. Questo fenomeno ha avuto una portata talmente grande da aver saturato il mercato quasi del tutto.
Nascono nuovi influencer ogni giorno, grazie anche all’ampia rosa di settori in cui si può scegliere di specializzarsi. La moda rimane uno dei più gettonati, soprattutto grazie all’enorme giro d’affari che è in grado di offrire e alle tante aziende che vi operano.
Non mancano però individui che parlano di informatica, elettronica, videogames, consigli per la casa, viaggi e moltissimo altro ancora. Ciò che li accomuna è una notevole abilità di creare engagement, cioè la capacità di coinvolgere il loro pubblico con un post o un video.
I vari tipi di influencer
Di particolare rilevanza per un’azienda che sceglie di investire in queste persone, è la tipologia di influencer che hanno di fronte. Di solito, questi soggetti hanno un approccio ben preciso verso il proprio pubblico, che può variare a seconda dello stile e delle competenze a loro disposizione:
- c’è il consumatore, ovvero qualcuno che si rivolge a un ristretto numero di persone (una nicchia) e veicola un messaggio semplice solo a chi è davvero interessato;
- l’esperto si focalizza sempre sul raggiungere poche persone interessate, ma dispone di una certa conoscenza dell’argomento di cui sta parlando;
- il guru è caratterizzato da un buon know-how sull’argomento che propone e si rivolge a un pubblico più vasto;
- e in fine c’è il vip, colui che pur non avendo particolari competenze è in grado di far arrivare un messaggio semplice a moltissime persone.
Oltre a queste varianti ci sono altre tipologie di influencer che, però, sono slegate dal concetto sopra citato. I brand advocate, ad esempio, sono persone comuni che non ricevono alcun compenso da una particolare azienda, ma parlano ed esprimono liberamente le proprie opinioni sui prodotti.
Ci sono poi i brand ambassador, ovvero persone informate sul prodotto di cui stanno parlando, che vengono nominate ufficialmente dall’azienda stessa (un po’ come i personaggi famosi in tv che sponsorizzano pentole e materassi).
Perché le aziende si affidano agli influencer
Il ruolo professionale dell’influencer è cresciuto e si è affermato negli anni grazie agli investimenti delle aziende. Affidare le sponsorizzazioni a personaggi peculiari, capaci di attirare milioni di spettatori con post e video, costa molto meno rispetto a creare vere e proprie campagne pubblicitarie.
Oltre ai costi inferiori, il vantaggio offerto dagli influencer del web è anche quello di riuscire a raggiungere un target ben specifico con molta più facilità. Senza contare il grado di fiducia che sono capaci di suscitare nei propri follower (un prezioso valore aggiunto che non va sottovalutato).
Un’azienda che deve scegliere su quale influencer investire, tiene conto di alcuni parametri:
- primo fra tutti è, ovviamente, il numero di follower (poiché da un’idea generale di quanto pubblico è possibile raggiungere);
- vengono valutati anche il modo di comunicare e la frequenza dei post, con particolare attenzione a come reagisce il pubblico;
- pure i canali utilizzati dall’influencer hanno un certo peso;
- ultimo ma non meno importante è il TOV (ovvero il tono di voce utilizzato per rivolgersi ai fan), che deve essere in linea con le idee aziendali.
Oggi un influencer può guadagnare dai 500 euro ai 50.000 euro a post, a seconda del proprio grado di influenza, notorietà e capacità comunicative.
