Cos’è l’Internet delle Cose?
Di Internet delle Cose (detto anche Internet of Things) si parla spesso ormai da qualche anno a questa parte, ma cos’è di preciso?
Quando si nomina l’Internet delle Cose, concetto espresso molte volte con l’utilizzo della sigla IoT (che indica appunto l’Internet of Things), si chiama in causa un neologismo coniato da Kevin Ashton, che fa riferimento alla possibilità di collegare a Internet qualunque cosa sia dotata di un sensore, rendendola capace di scambiare dati con altri oggetti interconnessi senza bisogno dell’intervento umano.
L’Internet delle Cose è praticamente considerato la naturale evoluzione del web come lo conosciamo oggi ed è parte integrante della nostra vita quotidiana. Grazie allo IoT è possibile collegare tra loro e rendere intelligenti automobili, elettrodomestici, impianti di climatizzazione e molto altro ancora.
Quello che conta, è la presenza di un software che permetta di scambiare dati con gli altri oggetti connessi. Fondamentale per collegare un oggetto alla rete è anche che esso sia dotato di IP, così da poter essere identificato in maniera univoca.
Le prospettive del mercato IoT sono molto positive. Per il 2023, infatti, si parla di un valore di circa 200 miliardi di dollari: un numero decisamente più alto rispetto ai 16 miliardi del 2016. L’ambito IoT, già parte della nostra vita quotidiana, si avvia a diventare uno degli asset più importanti del settore hi-tech.
Ma quali sono i vantaggi pratici di tale paradigma? A questa domanda si può rispondere chiamando in causa i seguenti aspetti:
- possibilità di accedere a dati fondamentali per comprendere il funzionamento e i KPIs di vetture, elettrodomestici o macchine industriali;
- risparmio energetico grazie ai termostati intelligenti, che consentono, sulla base dei dati in tempo reale, di ottimizzare la temperatura di tutti gli ambienti interni;
- miglioramento della gestione domestica grazie alla domotica e agli elettrodomestici che dialogano tra loro, fornendo informazioni che riguardano, tra le varie opzioni, lo stato di conservazione degli alimenti, ma anche il quantitativo di corrente consumata.
Le applicazioni dell’Internet of Things non finiscono certo qui. In alcune città, infatti, i semafori sono già connessi con la segnaletica (cosa che permette di ottimizzare notevolmente i flussi di traffico). Da citare sono anche i vantaggi per la salute, che comprendono, per esempio, le lenti a contatto in grado di misurare il glucosio ai pazienti diabetici (licenza ottenuta da Alcon, una società del gruppo Novartis).
L’Internet delle Cose ha già un impatto molto forte sulla nostra vita. Per capirne la portata è il caso di ricordare che, oggi come oggi, gli oggetti interconnessi al mondo sono 5 miliardi (fonte Gartner). Le prospettive di crescita, come già ricordato, sono ottime e dal 2020, infatti, diventeranno 25 miliardi.
Attualmente, gli sforzi tecnici di chi si occupa di IoT sono concentrati soprattutto sulla domotica (applicazione dell’innovazione tecnologica per la gestione quotidiana dell’abitazione) e sulle soluzioni smart per l’ambiente urbano. Confermiamo però che, potenzialmente, alle applicazioni dell’Internet delle Cose non ci sono proprio limiti.
Dobbiamo quindi prepararci, per esempio, a sveglie che decideranno automaticamente quando suonare sulla base dei nostri bioritmi, così come a navigatori satellitari in grado di rilevare con dovuto anticipo, grazie a sensori presenti nell’asfalto, incidenti o ingorghi. Non resta dunque che attendere quel futuro che, in parte, ha già un ruolo basilare nella nostra quotidianità: un futuro sempre più vicino, al quale è bene cominciare ad abituarsi immediatamente.
