IoT e industry 4.0: utilità e previsioni
Teorizzato per la prima volta nel 1999, il paradigma IoT (acronimo per Internet of Things) si basa sulla possibilità di connettere tra loro diversi oggetti e dispositivi. Sono ormai numerosi i settori interessati da questo approccio. Tra questi è possibile ricordare il mondo della sanità, ma anche il campo delle utilities, quello della manifattura e il settore della Pubblica Amministrazione, per non parlare della domotica e dell’automotive.
Per rendere possibili le succitate connessioni è necessaria la creazione di un circuito elettrico. Grazie ad esso, si ha modo di collegare a Internet qualunque tipo di apparato con lo scopo di trasferire informazioni.
Le previsioni per i prossimi anni
Le previsioni sulla crescita della tecnologia IoT sono molto positive. Le stime più accreditate parlano di un valore di mercato di 200 miliardi di dollari nel 2023. Si tratta di una crescita notevole se si considera che, nel 2016, il volume di affari dell’Internet of Things era pari a circa 16 miliardi.
I numeri in questione sono legati anche e soprattutto alla versatilità dell’approccio. Qualunque oggetto o dispositivo dotato di interruttore può infatti essere connesso alla rete e reso intelligente. In questo modo è possibile concretizzare soprattutto due funzioni, ossia il controllo e il monitoraggio.
Le applicazioni in questi casi sono davvero numerose e interessanti. Chi gestisce un’attività a contatto con il pubblico, grazie al paradigma IoT può per esempio capire quali sono le aree del punto vendita dove i clienti si soffermano maggiormente.
Si possono anche analizzare i dati di vendita, così da capire quali sono i prodotti di maggior successo. Grazie al paradigma Internet of Things, i suddetti dati possono essere integrati con quelli delle forniture, così da tenere sempre in store gli articoli che risultano, numeri alla mano, più popolari di altri.
Potenzialità di sviluppo
Le potenzialità di sviluppo del paradigma IoT sono praticamente illimitate. Gli scenari di applicazione sono infatti tanti e legati a diversi aspetti della quotidianità. Si può infatti parlare di Internet of Things come risorsa fondamentale per la gestione della vita personale, grazie per esempio a sveglie smart in grado di avvisare della cancellazione di un treno o delle condizioni del traffico da casa al posto di lavoro.
Molto importante è anche soffermarsi sul rapporto tra Internet of Things e automotive. L’auto connessa è da tempo al centro dell’attenzione di diverse aziende e a dimostrarlo ci pensano partnership come quella tra Bosch e Nvidia, realtà impegnate da tempo nello sviluppo di un sistema di Intelligenza Artificiale pensato in maniera specifica per la mobilità del futuro.
Sulla base delle anticipazioni fino ad ora giunte, si dovrebbe trattare di un sistema modulare e di carattere universale, utilizzabile da qualsiasi casa automobilistica per integrare servizi legati alla mobilità connessa e, soprattutto, per realizzare mezzi a guida autonoma.
Rimanendo nell’ambito delle potenzialità di sviluppo dell’IoT nel mondo automotive, è il caso di ricordare l’attenzione crescente verso l’Automotive Cloud Suite, che consentirà ai brand del settore di implementare una piattaforma software caratterizzata dalla presenza di strumenti di sviluppo.
Per capire meglio la situazione, si ricorda che uno scenario possibile tra qualche anno potrebbe vedere il navigatore del mezzo consigliare al conducente la strada migliore da seguire a fronte del rilevamento di un incidente da parte di sensori installati sui lampioni per l’illuminazione pubblica.
L’IoT è oggettivamente in continua evoluzione. Le prospettive di crescita sono ottime e a breve potrebbero portare un mutamento a dir poco rivoluzionario, ossia il passaggio da una rete di pc a un Network of Things in grado di coinvolgere non solo le aziende ma anche la pubblica sicurezza, dando per esempio modo alle autorità competenti di risolvere problemi legati al cyber terrorismo.
