Malvertising: cos’è e come proteggersi
Con il termine malvertising si inquadra una tipologia di pubblicità che viene messa a punto e diffusa con il preciso scopo di diffondere malware. Questa è una definizione basilare che, nel corso degli anni, si è evoluta notevolmente.
Fondamentale per capire meglio il contesto è ricordare che, anche se il banner pubblicitario indirizza verso un malware, è purtroppo molto difficile capire il confine tra pubblicità legittima e messaggi di advertising messi online con scopi fraudolenti.
La situazione è tragicamente nebulosa. Capita addirittura che alcune pubblicità vengano additate come malvertising pur essendo prive di problemi, il tutto a fronte di un’analisi estremamente superficiale.
Per iniziare ad analizzare il discorso in modo più approfondito, partiamo dalle peculiarità delle pubblicità dannose.
Malvertisement: ecco cosa sapere
Questa tipologia di pubblicità, si contraddistingue per il fatto di direzionare gli utenti verso siti che infettano i propri device o che fanno partire il download di programmi non voluti. Fondamentale per ovviare a queste problematiche è avere un antivirus aggiornato (chi ne è sprovvisto, risulta particolarmente sensibile al malvertising).
Tornando ai software dannosi o indesiderati, ricordiamo che i suddetti programmi possono comportarsi in maniera diversa. Quando si ha a che fare con i malware, può infatti capitare che sul device venga installato un keylogger.
In questi frangenti, la privacy dell’utente è in serio pericolo. I keylogger, infatti, rubano le credenziali di login dei vari account. Degni di citazione quando si parla di malvertising sono anche i trojan banking (false applicazioni anti virus).
Malvertising: può succedere anche a un sito importante?
Chi non ha dimestichezza con il mondo del web, è spesso portato a pensare che i siti importanti siano immuni da problemi legati al malvertising. Questo non è affatto vero. A dimostrarlo ci pensano casi come quello di Teslacrypt che, in Olanda, ha infettato i visitatori di siti di primo piano, come per esempio il portale ufficiale della BBC e quello di MSN.
Come difendersi dal malvertising
A questo punto viene naturale chiedersi quali siano le strategie giuste per difendersi dal malvertisement. Abbiamo già fatto cenno all’antivirus, che è importante ma non basta. Per avere successo, infatti, è molto utile anche installare un adblocker. In quest’ultimo caso, occorre essere consapevoli di andare a togliere delle fonti di monetizzazione ai siti che si visitano. Molto importante è anche aggiornare periodicamente il sistema operativo.
I meccanismi del malvertising, infatti, sfruttano spesso delle falle nelle vecchie versioni di Java e Flash, così come nei già citati sistemi operativi. Un altro consiglio utile consiste nell’associare all’adblocker delle donazioni ai siti che si apprezzano di più o la sottoscrizione di abbonamenti premium.
Da diversi anni a questa parte, gruppi editoriali di spicco, come per esempio quello dietro al Guardian britannico, hanno dato la possibilità agli utenti di sottoscrivere abbonamenti volontari, grazie ai quali è possibile fruire dei contenuti senza vedere pubblicità.
Conclusioni
Come ricordato all’inizio, quando si parla di malvertising non si chiamano per forza in causa siti che, quando vengono visitati, provocano l’installazione di un malware. In alcuni casi, infatti, si parla “semplicemente” di moduli che fanno partire la tracciabilità dei cookie senza il consenso dell’utente.
Anche se non vengono causati danni importanti al device o furti di denaro, queste pubblicità non sono viste affatto di buon occhio. Per segnalarle è possibile fare pressione presso le advertising network che, in alcuni casi, possono addirittura arrivare a sospenderle.
