Come sarà la mobilità del futuro?
I sempre più frenetici spostamenti delle persone e la crescente necessità di movimentare le merci, sono due tra i principali fattori che stanno pian piano saturando l’intera viabilità del Bel Paese. Fenomeno preoccupante, dal quale dipende un aumento esponenziale delle emissioni nocive per l’ambiente, come anche per gli stessi cittadini.
Considerato ciò, gli esperti hanno iniziato a cercare soluzioni al problema, reimmaginando le modalità di viaggio urbano e interurbano sotto un’ottica più sostenibile, accessibile e condivisa. Se i progetti in via di sviluppo a livello nazionale sono già molteplici, l’obiettivo comune resta quello di identificare delle strategie effettivamente capaci di migliorare la mobilità del futuro.
Mobilità urbana del futuro: il MaaS potrebbe essere risolutivo
Delle tante proposte lanciate per gestire al meglio la mobilità del futuro nelle città, una delle più interessanti è senza alcun dubbio il cosiddetto Mobility as a Service o MaaS: lo strumento che offre agli utenti la possibilità di incorporare in un unico abbonamento mensile a forfait un certo numero di servizi dedicati ai trasporti.
L’idea è integrare ai mezzi pubblici tradizionali (per esempio taxi, autobus, treni, metropolitane, ecc.) quelli di tipo sharing (per esempio scooter, bike, auto, ecc.) e di consentire a chi ne ha bisogno di reperire tutte le soluzioni disponibili (con relativi orari e tariffe), tramite l’utilizzo di un’apposita applicazione.
Il MaaS, tuttavia, non sarà riservato soltanto alla movimentazione delle persone fisiche, poiché dovrebbe venire implementato anche nello spostamento delle merci, portando una serie di benefici sia per quanto concerne le tempistiche di consegna che per quanto riguarda la sostenibilità ambientale.
Secondo gli ultimi dati sull’inquinamento, infatti, un terzo delle emissioni prodotte allo stato attuale dei fatti deriverebbe proprio dal settore dei trasporti, con addirittura un picco del 70% legato alla mobilità stradale e un più misero 30% generato dalla somma di traffico aereo e traffico marittimo.
Se in aggiunta a tutto ciò, si pensa poi che, nell’intera Unione Europea, il 94% del fabbisogno energetico collegato agli spostamenti viene gestito grazie all’adozione del petrolio, si può facilmente comprendere quanto il Mobility as a Service sia un qualcosa di ormai pressoché indispensabile.
La digitalizzazione del Paese e le sviluppo di tecnologie come quella appena descritta, rappresentano quindi il metodo più adatto sia per decongestionare le arterie stradali che (più in generale) per abbracciare in toto il nuovo concetto di mobilità: un traguardo di primaria importanza che, a detta degli esperti, va raggiunto anche mediante l’utilizzo dei preziosissimi fondi del PNRR.
Hyperloop: il sistema a iper velocità che collegherà i centri urbani
Pur rimanendo la viabilità locale l’argomento cardine su cui focalizzare l’attenzione e gli sforzi per migliorare la mobilità del futuro, è comunque interessante osservare parallelamente i cambiamenti in atto nella mobilità extraurbana. Tra i più validi rientra di certo il progetto dei treni iper veloci (e capaci di viaggiare a oltre 1000 km/h), chiamato Hyperloop.
In Veneto, per esempio, è già in fase di realizzazione Hyper Transfer: il primo sistema di trasporto ad altissima velocità e guida vincolata, che permette a merci e persone di raggiungere la propria meta, viaggiando in capsule poste all’interno di grossi tubi. La propulsione a levitazione magnetica e il perfetto isolamento consentiranno di superare la velocità del suono in totale sicurezza.
Il vero vantaggio di tale tecnologia non è però tanto la velocità, quanto piuttosto la sostenibilità. Con la stessa, infatti, si aumenterebbe l’attuale percentuale di persone e merci che ora viaggiano su rotaia (dal 5% al 20%), deviando il traffico dalle autostrade alle ferrovie e portando meno emissioni, costi di gestione contenuti e l’ottimizzazione dell’efficienza energetica.
