Post Covid 2021: dove siamo cresciuti – dove c’è da migliorare
Nel 2021 il post Covid-19 si sta lentamente concretizzando, grazie alla diminuzione dei contagi dovuta alla massiccia campagna di vaccinazioni in atto. È arrivato dunque il momento di tirare le somme delle conseguenze che la pandemia ha avuto sulle persone e sulle aziende.
Per certi versi si sono potute notare crescite significative in diversi ambiti, ma lo stato di emergenza creato dal coronavirus e le inusuali situazioni vissute a causa dalle restrizioni, hanno anche evidenziato la necessità di miglioramenti concreti.
Come è avvenuta la gestione del cambiamento
Durante la pandemia, gli imprenditori hanno dovuto fare i conti con la necessità di mantenere viva la produzione, ripensandone in toto i metodi e i processi, al fine di integrarli con il lavoro da remoto. È stata una grande sfida vinta da alcune aziende e persa da altre, ma che sicuramente ha esposto il bisogno del sistema Paese di abbracciare il cambiamento con più decisione.
Il coronavirus ha modificato anche il modo in cui le persone percepiscono e vivono questa stessa trasformazione. Prendendo ad esempio come riferimento i dati degli anni pre-pandemia, si può notare come circa il 60% dei dipendenti prima avesse un atteggiamento passivo o di resistenza alle variazioni proposte dal datore di lavoro.
La percentuale, tuttavia, ha subito un ribaltamento totale durante l’emergenza sanitaria, mostrando che ora il 59% dei lavoratori ha un approccio più propositivo e riesce a partecipare con spirito costruttivo alle innovazioni presentate dall’azienda.
La pandemia ha avuto il merito di far uscire gli individui dalla propria comfort zone, imponendo una nuova percezione del cambiamento. Le persone ne hanno quindi potuto comprendere l’importanza e l’utilità, non solo in ambito lavorativo ma anche nella vita privata.
Analisi post Covid-19 nel 2021
In aree come tecnologia e digitalizzazione, il cambiamento è stato accelerato dalla comparsa della pandemia. Nel post Covid-19, infatti, le aziende e le persone hanno cominciato a dare più rilevanza a questi argomenti, complice anche il fatto che il modo di lavorare è mutato drasticamente a causa dei lockdown forzati.
A tal proposito, un’interessante analisi ha evidenziato come il trend di Tecnologia e Digitalizzazione abbia superato addirittura quello relativo a Struttura organizzativa & Modelli di organizzazione del lavoro, che prima della pandemia era sempre stato al primo posto nella classifica dei driver del cambiamento.
I dati raccolti mostrano inoltre un’accelerazione anche dei Processi di lavoro, passati dal 22% pre-pandemia, al 39% durante il periodo di emergenza sanitaria, con un assestamento previsto per i mesi futuri al 31%.
Tuttavia si è notato un rallentamento nel successo dei progetti di change management. Nello specifico i dati mostrano che 1 progetto su 3 non riesce a raggiungere nemmeno il 50% degli obiettivi prefissati e solo l’8% arriva a superare l’80%.
Dalla suddetta analisi si possono estrapolare i fattori determinanti il successo e il fallimento di un progetto. Nel primo caso a fare la differenza sono la sponsorship del top management e l’engagement delle persone coinvolte.
I fallimenti, invece, sono dovuti a caratteristiche generali che contraddistinguono l’azienda stessa. In particolare, si sono registrati maggiori insuccessi nella concretizzazione di un progetto in quelle imprese dove vi è l’assenza di una cultura inclusiva aperta al cambiamento.
Anche la struttura organizzativa priva di flessibilità costituisce un serio problema per il raggiungimento degli obiettivi. Per fronteggiare tali difficoltà serve di fatto una rivisitazione della leadership.
Nel post Covid-19 del 2021, più che il paradigma costituito da pragmatismo e capacità decisionale, contano in primis la crescita e il miglioramento. Al fine di abbracciare le esigenze moderne di imprese e lavoratori, i nuovi leader devono disporre di caratteristiche quali:
- la capacità di infondere entusiasmo;
- la capacità di delega;
- e l’orientamento all’innovazione.
Solo così le aziende possono sperare di rimanere competitive e al passo con i tempi durante l’imminente ripartenza.
