Prezzo e qualità: non solo software
Scegliere prezzo o qualità è un dilemma che ha coinvolto tutti almeno una volta nella vita, ma se si pretende un certo livello qualitativo è pressoché necessario pagare cifre adeguate, a prescindere dal settore in esame.
Questo concetto, all’apparenza semplice e logico, sembra essere di difficile comprensione per buona parte delle persone. In particolar modo la mentalità italiana del: “Puoi farmi uno sconticino?”, è la dimostrazione di come ben poche persone riescano ad attribuire un valore appropriato a ciò che vogliono acquistare.
I tre vertici della qualità
Si può pensare alla qualità di un bene o un servizio come al cuore di un triangolo, delimitato da tre vertici: prezzo, rapidità e scopo. In una situazione ideale, il triangolo è equilatero, cioè questi tre angoli dovrebbero essere identici fra loro, costituendo il giusto equilibrio fra qualità e prezzo.
Nella realtà dei fatti questa condizione è, tuttavia, difficile da raggiungere ed è molto più probabile, invece, che il triangolo sia isoscele o scaleno. Cosa che succede per esempio quando, a causa di tempistiche troppo brevi o budget troppo limitati, la qualità ottenuta non è quella che ci si aspetta.
Il cliente che pretende un lavoro di alta qualità, eseguito in tempi rapidissimi e a un prezzo economico, non sta attribuendo il giusto valore all’impegno di chi realizza il suddetto. Proprio per questo motivo non può pretendere in alcun modo che il risultato finale sia quello desiderato.
Competitività del mercato: il dilemma fra prezzo e qualità
Il funzionamento del mercato è noto a tutti: in base alla domanda si crea l’offerta. La competitività si basa sull’oscillazione di prezzi e qualità dei beni o dei servizi erogati. Si può sempre trovare qualcuno che esegue un determinato lavoro a un prezzo più basso rispetto a un altro, ma il risultato finale ha sicuramente delle differenze sostanziali.
Quando si vuole pagare poco si sta liberamente scegliendo di scendere a compromessi, optando, ad esempio, in favore di materiali meno pregiati, tempistiche di consegna più lunghe o una cura meno maniacale dei dettagli.
La qualità si paga ed è giusto che sia equamente ricompensata, poiché essa ha un valore concreto, stimabile, non solo in termini di tempistiche o costi dei materiali, ma anche e soprattutto in proprietà intellettuali.
L’idea e il metodo per realizzare qualcosa sono degli importanti valori aggiunti (spesso di difficile comprensione per l’acquirente), che una persona disposta a proporre prezzi più economici può non possedere (inficiando inevitabilmente la qualità del risultato finale).
Prezzo, qualità e velocità: si può ottenere tutto?
Raggiungere la condizione ideale del sopra citato triangolo equilatero, è effettivamente possibile in casi sporadici, che dipendono per lo più dalla capacità organizzativa del fornitore. Un’azienda con reparti ben organizzati e team capaci di lavorare all’unisono, ad esempio, può essere in grado di fornire beni e servizi di ottima fattura in tempi ragionevolmente brevi e a prezzi competitivi.
Anche in questo caso, però, è importante tenere a mente che il prezzo deve essere comunque rapportato all’entità e alla qualità di ciò che si pretende di ricevere. Pagare per ottenere qualcosa di bello, funzionante o di fattura pregiata è più che normale e, una volta compreso che ogni prodotto – servizio ha un costo imprescindibile, la scelta risulta più facile.
Un esempio concreto di quanto detto fino ad ora (da cui tutti dovremmo imparare qualcosa) sono i collezionisti: persone che sanno valutare il reale valore di pezzi particolarmente rari o pregiati e che per impossessarsene sono disposte a corrispondere cifre adeguate.
